Alla Festa del Foglio a Palazzo Vecchio si confrontano le posizioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del presidente della Toscana Eugenio Giani sui Centri di permanenza per i rimpatri. Il Governo vuole realizzarne uno o due nella regione e il ministro ribadisce: «Non siamo disponibili a fare un passo indietro, per la sua utilità», contestando agli amministratori contrari di chiedere poi espulsioni quando cittadini stranieri irregolari commettono reati. Tra le ipotesi circolate figurano una struttura principale a Prato e una secondaria vicino a Sollicciano. Giani replica che «spesso si annunciano per creare un’opinione, ma poi non si fanno» e chiede una riforma della materia che assicuri garanzie e diritti alle persone trattenute.
Nel dibattito interviene anche Franco Gabrielli, dall’assemblea nazionale di Più Uno a Roma, sostenendo la necessità dei centri ma criticandone le condizioni: definisce «aberrante» una permanenza di 18 mesi e denuncia il trattamento degli immigrati. «I centri ci devono essere e più ce ne sono più possono restituire una dimensione di umanità», afferma, invitando chi nel centrosinistra li rifiuta a considerare anche i problemi affrontati dai sindaci.
A Sesto Fiorentino, intanto, alcuni cittadini intervistati nel centro si dichiarano contrari alla proposta dei consiglieri regionali di Forza Italia Marco Stella e Jacopo Ferri di collocare un Cpr sul territorio. Daniele Papi la considera una forzatura, mentre Giuseppe Giari e Luciana Gensini esprimono un rifiuto di queste strutture anche altrove, richiamando le politiche locali di integrazione. Giorgio Alviano ritiene che manchino le condizioni, Brunella Tarli contesta l’efficacia dei centri sul fronte della sicurezza e Angelo Sala richiama la tradizione sestese di accoglienza: «Dobbiamo imparare ad accogliere la gente e non a respingerla». Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














