Secondo una ricerca della Fondazione Gimbe, se il rapporto tra Fondo sanitario nazionale e Pil fosse rimasto ai livelli del 2022, la sanità italiana avrebbe ricevuto 18,8 miliardi di euro in più in quattro anni. Per la Toscana, la stima equivale a 1,1-1,2 miliardi di risorse aggiuntive mancate. I finanziamenti statali sono cresciuti da 7,5 miliardi nel 2022 a quasi 8,3 miliardi stimati per il 2026, ma l’aumento non compensa pienamente l’inflazione e i maggiori costi sanitari, soprattutto dei farmaci innovativi. Eugenio Giani, insieme agli altri cinque governatori di centrosinistra, chiede 6 miliardi in più all’anno per tre anni per il sistema sanitario nazionale.
Il progressivo calo dei finanziamenti in rapporto al Pil viene però da lontano e riguarda governi di entrambi gli schieramenti, con eccezioni legate alla pandemia e alla lieve risalita stimata per il 2026. In Toscana, l’ultima valutazione regionale di settembre indicava 130 milioni ancora da reperire, su un disavanzo di 380 milioni tra trasferimenti statali e spese, dei quali 250 coperti dall’addizionale Irpef. Giani assicura comunque il raggiungimento del pareggio di bilancio entro fine anno.
Per contenere il disavanzo, l’assessora regionale alla Salute Monia Monni spiega: «Stiamo tagliando sulla spesa farmaceutica, stiamo ritardando alcuni investimenti e stiamo rallentando sulle assunzioni. Purtroppo siamo costretti a farlo». Nel 2027, la scadenza di alcuni mutui storici dovrebbe liberare circa 100 milioni di euro, ma secondo Giani questo beneficio rischia di essere annullato dalla sospensione del bollo auto, qualora il governo non compensasse integralmente il gettito perso. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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