Oltre il 30% delle richieste agli sportelli riguarda l’accesso alle cure

Oltre il 30% delle richieste d’aiuto ricevute dagli sportelli di Federconsumatori a Firenze e nell’area metropolitana riguarda liste d’attesa, difficoltà di accesso alle prestazioni e costi degli esami privati o in intramoenia. L’associazione incontra oltre 3.500 cittadini ogni anno e segnala un forte aumento di questi problemi negli ultimi dodici mesi. Secondo la presidente regionale Laura Grandi, una spesa sanitaria improvvisa e non rinviabile figura tra le cause di un caso su quattro affrontato nelle consulenze sul sovraindebitamento e sul bilancio familiare. Inoltre, oltre il 60% degli anziani che si rivolgono ai presidi dell’associazione dichiara di aver rinviato almeno una visita specialistica o un controllo preventivo negli ultimi sei mesi per le attese o la mancanza di risorse.

Il 9° Rapporto Gimbe colloca la Toscana al terzo posto per gli adempimenti ai Livelli essenziali di assistenza, con 280 punti su 300 nel 2024, sei in meno rispetto al 2023. Un buon risultato che convive con le difficoltà denunciate dai cittadini. Grandi evidenzia che la spesa sanitaria sostenuta direttamente dai toscani ha raggiunto 848 euro annui a persona, oltre 60 euro sopra la media nazionale: «A Firenze i cittadini non spendono per scelta, ma per necessità». Chi può si rivolge al privato, mentre chi non dispone di risparmi rischia di rinunciare alle cure, in un contesto aggravato dal carovita.

Federconsumatori avverte che rinviare prevenzione e diagnosi genera un «debito di salute», con patologie che peggiorano e accessi ai pronto soccorso quando le condizioni diventano critiche. Per interrompere questo circolo vizioso, l’associazione chiede un piano straordinario per ridurre le liste d’attesa, il rafforzamento della medicina territoriale nell’area fiorentina e risorse certe per la sanità pubblica. Lo scrive la Nazione. 

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