Lo studio Cesvot fotografa una rete di 2 980 enti, tra servizi alla comunità e difficoltà nel ricambio dei volontari

Sono 303.850 le persone che in un anno si rivolgono alle associazioni del terzo settore nel territorio fiorentino. Il dato emerge dallo studio di Andrea Salvini, professore di Sociologia generale dell’Università di Pisa, presentato durante un’iniziativa della Delegazione Cesvot di Firenze. Gli enti censiti sono 2.980: il 34,9% opera prevalentemente nella cultura, nello sport e nella ricreazione, seguito da assistenza sociale e protezione civile (15,9%), sanità (15,6%) e tutela e promozione dei diritti (8,6%). Le attività si rivolgono soprattutto alla collettività, alle famiglie e ai giovani, ma anche ad anziani, studenti, persone con disabilità e donne.

La rete conta 28.900 volontari, altri 89.400 occasionali, circa 1.400 dipendenti e 558mila soci. «Il terzo settore è una risorsa per la comunità», sottolinea il presidente della Delegazione Cesvot di Firenze Marco Esposito, richiamandone il contributo al welfare attraverso la collaborazione con le istituzioni e le sinergie fra le realtà del territorio. Tra le principali difficoltà emergono però il reperimento dei volontari e una burocrazia che richiede figure sempre più professionalizzate.

Il 29,6% degli enti intervistati segnala una diminuzione dei volontari, mentre il 26,1% registra un aumento e il 44,4% una situazione stabile. Nel 2024 il 46,7% ha adottato strategie per coinvolgere nuove persone e favorire il ricambio generazionale, soprattutto attraverso i social network, utilizzati dal 35,2%. Il 44,7% delle associazioni ha convenzioni con enti pubblici e il 46,8% ha realizzato progetti in rete con altri soggetti. Lo scrive la Nazione. 

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