Al Festival di Luce! la sindaca invita le istituzioni a dare l’esempio, mentre Giani e Manetti rilanciano inclusione e diritto alla felicità

Denunciare gli insulti sessisti ricevuti sui social e destinare gli eventuali risarcimenti a un fondo per sostenere chi subisce aggressioni analoghe. È la scelta raccontata dalla sindaca Sara Funaro al Festival di Luce!, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Rivolgendosi ai giovani, Funaro ha sottolineato la responsabilità delle istituzioni nel dare l’esempio: «Avere coraggio significa fare delle scelte, anche scomode». Rendere pubbliche le offese, pur rischiando di amplificarle, serve anche a incoraggiare le vittime a chiedere aiuto.
Alla giornata conclusiva sono intervenuti anche il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessora alla Cultura e al Diritto alla felicità Cristina Manetti. Giani ha richiamato il coraggio di compiere scelte nell’interesse collettivo anche quando risultano impopolari, ricordando l’inserimento nello statuto regionale del diritto al perseguimento della felicità, ispirato al pensiero di Filippo Mazzei. Manetti ha indicato nel welfare culturale uno strumento per concretizzare questo principio, valorizzando inclusione e superamento delle barriere.
Spazio anche alla pena di morte, con Giani che ha ricordato l’abolizione voluta da Pietro Leopoldo e il significato attuale della Festa della Toscana del 30 novembre. Il governatore ha citato la vicenda di Gregory Summers, giustiziato in Texas nel 2006 e sepolto a Cascina per sua volontà, come testimonianza del legame del territorio con i valori abolizionisti. Lo scrive la Nazione. 
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