Dai dettagli sul profilo dell'informatore Giampà alle reazioni del legale di Ceccherelli: le polemiche tra politica e mondo dello spettacolo sul metodo dei lavori.

FIRENZE – Continuano a far discutere le recenti rivelazioni legate alle indagini sulla morte di David Rossi, il capo della comunicazione di MPS precipitato il 6 marzo 2013 dalla finestra del suo ufficio a Palazzo Salimbeni. Come ripercorso da La Nazione, la principale fonte della commissione parlamentare che indaga sul caso è Saverio Giampà, calabrese di Catanzaro oggi recluso a Bologna, noto in passato per tentativi di accreditarsi presso i magistrati attraverso false soffiate e condannato per calunnia in merito a un delitto fiorentino del passato.

Giampà, dopo aver contattato la trasmissione televisiva Le Iene dal carcere, ha indicato nell'ex presidente di MPS Giuseppe Mussari il presunto mandante e nel calciante fiorentino Gabriele Ceccherelli l'organizzatore di una spedizione punitiva o "intimidatoria" finita poi in tragedia. Nel quadro delle testimonianze emerge anche la figura di una seconda gola profonda, individuata in William Villanova Correa, già condannato per l'omicidio di una donna a Siena nel 2013 e in passato anch'egli condannato per calunnia.

Mentre Ceccherelli, tramite il proprio legale Federico Bagattini, ha dato piena disponibilità a essere interrogato per chiarire la propria posizione, la gestione mediatica della vicenda ha provocato una profonda spaccatura all'interno della stessa commissione presieduta da Gianluca Vinci. La parziale diffusione delle testimonianze, unita all'organizzazione di conferenze stampa e alle anticipazioni nel corso del programma tv di Massimo Giletti, ha scatenato la dura reazione dei parlamentari PD e lo sconcerto della moglie e della figlia di David Rossi, critiche nei confronti di una conduzione dei lavori ritenuta troppo vicina alle dinamiche dello spettacolo.

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