Sotto la lente degli inquirenti i volumi e l'altezza delle due torri. Trattativa tra Soprintendenza e la proprietà di Singapore per ridurre la seconda torre.

FIRENZE – Sulla trasformazione dell'ex ospedale militare tra via San Gallo e via Cavour in una cittadella ricettiva di altissima gamma si accendono i riflettori della magistratura. Come riferito dal Corriere Fiorentino, la Procura di Firenze ha aperto un fascicolo d'inchiesta, al momento senza indagati, con l'ipotesi di reato di abuso edilizio per accertare la legittimità delle autorizzazioni amministrative e dei volumi in fase di realizzazione per la struttura destinata a diventare la Capella Florence.

L'indagine scaturisce da un esposto presentato dal comitato "Salviamo Firenze" ed è incentrata sul forte impatto volumetrico dell'intervento. La riqualificazione dei 22 mila metri quadri dell'ex convento prevede la nascita di un complesso extralusso con suite, residenze, ristoranti, centro benessere e due torri di 23 metri con piscina sul tetto. Secondo i denuncianti e il loro legale, l'opera violerebbe sia il Piano Strutturale del 2010 per la saturazione degli spazi privati all'interno della corte, sia i vincoli del decreto ministeriale 1444/1968 sulle altezze massime consentite nei centri storici, superiori di circa dieci metri rispetto ai fabbricati d'epoca circostanti e causa di forti disagi per la luminosità delle abitazioni dei residenti vicini.

Mentre gli accertamenti proseguono sotto traccia, la Soprintendenza ha avviato un dialogo formale con la proprietà dell'immobile, il colosso immobiliare di Singapore Pontiac Land Group, per richiedere un ridimensionamento dell'altezza della seconda "lama", la struttura più vicina a via San Gallo. Nonostante il progetto iniziale fosse stato approvato da Palazzo Vecchio e dalla stessa Soprintendenza, il gruppo proprietario sta valutando la proposta, bilanciando il miglioramento del cono visivo del quartiere con il possibile impatto economico causato dalla contrazione degli spazi espositivi e ricettivi.

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