FIRENZE – Minacce di morte, pestaggi, cocci di bottiglia e persino una pistola giocattolo per terrorizzare chi attendeva il proprio turno sui marciapiedi. È il clima di intimidazione scoperto dalla Squadra Mobile di Firenze, diretta da Domenico Balsamo, all'esterno della caserma Fadini in via della Fortezza 17, dove ha sede l'ufficio immigrazione per le richieste di asilo internazionale.
Come riportato da La Nazione, l'indagine ha portato all'emissione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna di origine peruviana, accusati a vario titolo di estorsione e rapina. Per i tre uomini è stato disposto il divieto di dimora in Toscana, mentre per la donna è scattato il divieto di dimora nella provincia di Firenze. Gli indagati complessivi sono tredici: secondo gli inquirenti, approfittavano del contingentamento degli accessi agli sportelli — che a Firenze permette la consegna della documentazione a soli cinque richiedenti al giorno — per far pagare il posto in fila da 100 fino a 250 euro, ricorrendo alla forza contro chiunque si opponesse.
Le attività di indagine, nate dalle denunce di alcuni stranieri in attesa e supportate da telecamere e servizi di osservazione tra l'aprile 2025 e il maggio di quest'anno, hanno documentato aggressioni estemporanee portate avanti da soggetti spesso in stato di alterazione alcolica. Pur trattandosi di individui non legati a una banda strutturata ma con piccoli precedenti, la gravità delle violenze e delle ritorsioni perpetuate ai danni delle persone accampate sui marciapiedi ha spinto la Procura a richiedere l'intervento del GIP per ripristinare la sicurezza nell'area.
Condividi
Attiva i cookies














