FIRENZE – La rendita turistica e il fenomeno delle locazioni brevi conquistano anche il mondo della carità e dell'assistenza. Dopo le vicende legate agli alloggi turistici dell'Asp Montedomini, finiti sotto la lente della Procura per l'ipotesi di turbativa d'asta, un nuovo caso accende il dibattito sulle strategie di finanziamento degli enti filantropici nel centro storico fiorentino.
Come rivelato da la Repubblica, al centro dell'attenzione c'è l'Opera pia laicale Cosi, storica istituzione autorizzata dal Granduca di Toscana nel 1806 e oggi trasformata in Fondazione del Terzo Settore. Per sostenere le sue plurisecolari attività caritatevoli a favore dei bisognosi — tra cui il supporto alle Piccole Sorelle dei Poveri e ai Bonomini di San Martino —, l'ente ha avviato il progetto "Dondir", destinando al mercato turistico tre importanti complessi immobiliari di sua proprietà ricevuti in eredità:
Via dei Neri: tre appartamenti di pregio (Opera, Sinfonia e Minuetto) commercializzati con tariffe attorno ai 250 euro a notte e affidati in gestione alla società Etesian.
Via Panzani: l'hotel boutique Frame, ricavato dallo storico ex albergo Tripoli (famoso per il ritrovamento della Gioconda nel 1911), con stanze che raggiungono i 360 euro a notte.
Via Faenza: i loft ed appartamenti della linea Coco Places, proposti sulle principali piattaforme di prenotazione tra i 250 e i 300 euro a notte.
L'operazione, pur mossa dal fine nobile di ricavare risorse per la beneficenza, solleva dubbi etici tra gli addetti ai lavori e i comitati cittadini sul modello di gestione degli immobili nel cuore di Firenze, preferendo la massimizzazione dei profitti turistici all'offerta abitativa per le famiglie locali. Sullo sfondo si registrano intanto nuove polemiche da parte del Comitato Salviamo Firenze contro l'espansione del turismo di lusso, tra cui il progetto dell'ex liceo Castelnuovo trasformato in struttura a cinque stelle.
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