Natalità ancora in calo in Toscana. Nel nuovo minimo storico segnalato oggi dall'Istat, dati relativi al 2025, il numero medio di figli per donna è pari a 1,01 tra le cittadine italiane e a 1,56 tra le straniere, attestando la media del totale dei residenti a 1,08, contro 1,14 a livello nazionale. L'età media al parto si attesta a 33,8 anni per le madri italiane e a 29,8 anni per le straniere, con un dato medio per la popolazione residente pari a 33 anni.
E nel centro Italia si registra la fecondità più bassa tra le grandi ripartizioni geografiche, con 1,07 figli per donna, seguito dal Nord con 1,15 e dal Mezzogiorno con 1,16.
"In dieci anni siamo passati da 1,35 a 1,14 figli per donna: una contrazione che evidenzia quanto sia diventato difficile, per tante persone e coppie, realizzare il proprio progetto familiare", commenta Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle Associazioni familiari, secondo cui "la risposta non può essere affidata a interventi occasionali: servono politiche strutturali, continuative e capaci di accompagnare le famiglie nel tempo".
Tra le priorità indicate "potenziare l'assegno unico e universale, rafforzare i servizi territoriali e gli asili nido, migliorare la conciliazione tra lavoro e famiglia attraverso congedi familiari adeguati e sostenere le giovani coppie nell'accesso al lavoro stabile e alla casa".
E nel centro Italia si registra la fecondità più bassa tra le grandi ripartizioni geografiche, con 1,07 figli per donna, seguito dal Nord con 1,15 e dal Mezzogiorno con 1,16.
"In dieci anni siamo passati da 1,35 a 1,14 figli per donna: una contrazione che evidenzia quanto sia diventato difficile, per tante persone e coppie, realizzare il proprio progetto familiare", commenta Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle Associazioni familiari, secondo cui "la risposta non può essere affidata a interventi occasionali: servono politiche strutturali, continuative e capaci di accompagnare le famiglie nel tempo".
Tra le priorità indicate "potenziare l'assegno unico e universale, rafforzare i servizi territoriali e gli asili nido, migliorare la conciliazione tra lavoro e famiglia attraverso congedi familiari adeguati e sostenere le giovani coppie nell'accesso al lavoro stabile e alla casa".
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