Gli ex presidenti della Camera visitano l'archivio di Firenze con Vannino Chiti: tra i documenti consultati i verbali del Cnl toscano e la prima edizione di Primo Levi.

FIRENZE – Visita congiunta degli ex presidenti della Camera Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini presso la sede dell'Istituto storico toscano della Resistenza e dell'età contemporanea di Firenze. Ad accoglierli sono stati il presidente dell'ente Vannino Chiti, il direttore Matteo Mazzoni e il personale dell'archivio, che ha guidato gli ospiti alla scoperta di importanti documenti della storia nazionale.

Tra i pezzi storici mostrati nel corso dell'incontro figurano i verbali del Comitato di Liberazione Nazionale toscano, una lettera del 1913 inviata da Benito Mussolini a Gaetano Salvemini sulle posizioni interventiste, il Vassoio di Ventotene dipinto da Ernesto Rossi durante il periodo di confino, una prima edizione di Se questo è un uomo di Primo Levi e il primo volume della Navicella contenente i nomi dei padri costituenti.

Il valore della memoria e il ruolo delle radici politiche

Il presidente Vannino Chiti ha sottolineato il valore simbolico dell'incontro, evidenziando come la presenza contemporanea delle due figure dimostri che l'Istituto rappresenta una casa comune per chiunque si ispiri ai valori fondamentali della Costituzione. Secondo Chiti, la visita condivisa richiama una visione della politica basata su studio, competenza e passione.

Fausto Bertinotti ha richiamato l'importanza di trasmettere le origini della Repubblica e la matrice resistenziale della Costituzione, definita come elemento centrale della memoria civile del Paese. Bertinotti ha evidenziato come la riscoperta di questi valori sia oggi urgente a fronte di processi di indebolimento della cultura politica.

Gianfranco Fini ha rimarcato la centralità della conoscenza storica per comprendere le dinamiche del passato, sia nei loro aspetti positivi che in quelli drammatici. Fini ha concluso ricordando come la politica debba mantenere salde le proprie radici culturali, evitando di appiattirsi sulla semplice propaganda quotidiana per comprendere l'evoluzione della storia italiana.

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