“Un’occasione persa per la città, con milioni di risorse pubbliche”

«Lo scorso 4 maggio, con un question time in Consiglio comunale, avevamo chiesto espressamente se, una volta terminati i lavori, lo stadio Franchi avrebbe potuto continuare a ospitare i grandi concerti. L’assessora Perini ci aveva rassicurato che nulla sarebbe cambiato rispetto al passato. Oggi le cronache ci raccontano una realtà ben diversa: la capienza prevista per gli eventi musicali sarebbe limitata a 20-25 mila spettatori, rendendo di fatto impossibile ospitare i grandi concerti come avvenuto fino ad oggi, per la gioia di tanti fiorentini e fiorentine appassionate di musica.

Avevamo posto quella domanda proprio per evitare che, una volta completati i lavori, fosse troppo tardi per intervenire. E invece siamo qui, pochi mesi dopo, a scoprire che una delle funzioni storiche dello stadio rischia di scomparire. Ancora una volta siamo di fronte ad una questione di credibilità dell’amministrazione, che cerca di nascondere la polvere sotto al tappeto anziché affrontare i problemi.

Il risultato rischia di essere uno stadio pressoché a uso esclusivo della Fiorentina e delle attività commerciali connesse, anziché un grande impianto pubblico polifunzionale, capace di ospitare sport, musica ed eventi per tutta la città. Un’occasione persa, tanto più grave se pensiamo alle ingenti risorse pubbliche investite e alla nuova infrastruttura di trasporto pubblico che servirà l’area.

E non è l’unica questione rimasta senza risposte. Che fine hanno fatto gli interventi di sostenibilità ambientale annunciati? Non si parla più dell’impianto fotovoltaico, sul quale Firenze Democratica ha presentato anche un atto nel Consiglio di Quartiere 2 approvato all’unanimità, né del recupero delle acque piovane. Così come del parco che dovrebbe sorgere all’esterno dello stadio, non si hanno notizie. 

Come abbiamo ripetuto più volte, il project financing con la Fiorentina avrebbe dovuto essere impostato prima di avviare i lavori dell’oneroso primo lotto, costruendo insieme al privato un progetto complessivo e sostenibile, anche per evitare di impegnare una quantità così rilevante di risorse pubbliche. Ma evidentemente per l’ex sindaco e per l’attuale sindaca era più importante arrivare alla posa della prima pietra in piena campagna elettorale.

Oggi ci troviamo con un investimento pubblico largamente maggioritario (le proporzioni non sono chiare per le evidenti cifre gonfiate che sono state comunicate e che i giornali hanno ripreso) e con molti interrogativi ancora aperti sul futuro utilizzo e sulla gestione dello stadio. Abbiamo chiesto di acquisire gli atti relativi al project financing proprio perché sono diversi i punti che meritano di essere chiariti, a partire dall’equilibrio tra risorse pubbliche e private, dalla durata della concessione e dalle garanzie per la collettività.

Tutti tifiamo per la Fiorentina e per il futuro del Franchi. Ma proprio perché si tratta di un impianto pubblico, finanziato in larga parte con risorse pubbliche, abbiamo il dovere di chiedere che il risultato sia un valore aggiunto per tutta Firenze».
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