Settantacinque milioni di euro per collegare la futura stazione dell’Alta velocità di Firenze Belfiore a Santa Maria Novella con un People Mover lungo 960 metri. È il progetto al centro dell’interrogazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Jacopo Cellai, alla quale ha risposto l’assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture Filippo Boni.
Secondo le stime di Rfi, ancora da aggiornare, gli interventi per l’accessibilità alla nuova stazione costeranno complessivamente 135 milioni: 60 per la stazione Circondaria, con entrata in funzione prevista a maggio 2029, e 75 per il People Mover Belfiore-Smn. Una cifra, quest’ultima, che coincide con quella annunciata nel 2021 dal presidente della Regione Eugenio Giani, mentre nei mesi scorsi era circolata anche una stima di 165 milioni.
Boni ha spiegato che la navetta sarà composta da più carrozze e viaggerà su un binario dedicato, con corse ogni dieci-quindici minuti. La risposta, secondo Cellai, lascia però aperte questioni fondamentali: «Non ha chiarito né il bacino potenziale di utenti né il prezzo del biglietto».
Il consigliere propone di valutare una navetta ferroviaria: «Utilizzare un binario per una navetta ferroviaria. Una soluzione che potrebbe ridurre i costi di costruzione e consentire di includere il viaggio nel biglietto ferroviario», pur riconoscendo possibili maggiori spese di esercizio.
«Il costo è esorbitante ed è irragionevole non pensare a un’alternativa meno onerosa, che non gravi sugli utenti», attacca Cellai. Il tema delle tariffe resta centrale: «Anche due euro, come ipotizzato da Giani, sarebbero comunque troppi».
Per l’esponente di Fdi occorre inoltre chiarire come saranno distribuiti i collegamenti ferroviari tra le due stazioni e quali conseguenze ci saranno sul trasporto pubblico cittadino. «Non è ancora chiaro quanti treni fermeranno a Belfiore e quanti resteranno a Santa Maria Novella. Il rischio è che la tramvia, progettata anche in funzione della nuova stazione, non riesca a sostenere i flussi previsti». Lo scrive la Nazione.
Secondo le stime di Rfi, ancora da aggiornare, gli interventi per l’accessibilità alla nuova stazione costeranno complessivamente 135 milioni: 60 per la stazione Circondaria, con entrata in funzione prevista a maggio 2029, e 75 per il People Mover Belfiore-Smn. Una cifra, quest’ultima, che coincide con quella annunciata nel 2021 dal presidente della Regione Eugenio Giani, mentre nei mesi scorsi era circolata anche una stima di 165 milioni.
Boni ha spiegato che la navetta sarà composta da più carrozze e viaggerà su un binario dedicato, con corse ogni dieci-quindici minuti. La risposta, secondo Cellai, lascia però aperte questioni fondamentali: «Non ha chiarito né il bacino potenziale di utenti né il prezzo del biglietto».
Il consigliere propone di valutare una navetta ferroviaria: «Utilizzare un binario per una navetta ferroviaria. Una soluzione che potrebbe ridurre i costi di costruzione e consentire di includere il viaggio nel biglietto ferroviario», pur riconoscendo possibili maggiori spese di esercizio.
«Il costo è esorbitante ed è irragionevole non pensare a un’alternativa meno onerosa, che non gravi sugli utenti», attacca Cellai. Il tema delle tariffe resta centrale: «Anche due euro, come ipotizzato da Giani, sarebbero comunque troppi».
Per l’esponente di Fdi occorre inoltre chiarire come saranno distribuiti i collegamenti ferroviari tra le due stazioni e quali conseguenze ci saranno sul trasporto pubblico cittadino. «Non è ancora chiaro quanti treni fermeranno a Belfiore e quanti resteranno a Santa Maria Novella. Il rischio è che la tramvia, progettata anche in funzione della nuova stazione, non riesca a sostenere i flussi previsti». Lo scrive la Nazione.
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