Martedì il personale dei teatri di prosa e i lavoratori artistici e tecnici scritturati si fermeranno per lo sciopero nazionale proclamato da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil. Al centro della protesta il rinnovo dei contratti, il recupero del potere d’acquisto e la richiesta di maggiori tutele, dopo la rottura delle trattative con Federvivo.
Secondo i sindacati, la paga media mensile dei dipendenti è di 1.433,43 euro: l’aumento proposto del 18% in tre anni non recupererebbe l’inflazione, indicata al 23% dal 2018. Per il personale scritturato, il minimo giornaliero medio è di 58,69 euro lordi. Annunciati anche il blocco degli straordinari e una manifestazione nazionale a Roma il 9 novembre.
La mobilitazione coinvolgerà Pergola, Rifredi ed Era di Pontedera. Al Verdi di Firenze il concerto “Tribute to Hans Zimmer” sarà rinviato a data da destinarsi per l’adesione dei tecnici. Al Teatro Dante Carlo Monni di Campi la direttrice organizzativa Sandra Gesualdi ha annunciato la propria partecipazione, mentre i lavoratori decideranno in assemblea. Sostegno alle ragioni della protesta arriva anche dal Teatro delle Arti di Lastra a Signa e dai teatri dell’Antella e di Ponte a Ema. Lo scrive la Nazione.
Secondo i sindacati, la paga media mensile dei dipendenti è di 1.433,43 euro: l’aumento proposto del 18% in tre anni non recupererebbe l’inflazione, indicata al 23% dal 2018. Per il personale scritturato, il minimo giornaliero medio è di 58,69 euro lordi. Annunciati anche il blocco degli straordinari e una manifestazione nazionale a Roma il 9 novembre.
La mobilitazione coinvolgerà Pergola, Rifredi ed Era di Pontedera. Al Verdi di Firenze il concerto “Tribute to Hans Zimmer” sarà rinviato a data da destinarsi per l’adesione dei tecnici. Al Teatro Dante Carlo Monni di Campi la direttrice organizzativa Sandra Gesualdi ha annunciato la propria partecipazione, mentre i lavoratori decideranno in assemblea. Sostegno alle ragioni della protesta arriva anche dal Teatro delle Arti di Lastra a Signa e dai teatri dell’Antella e di Ponte a Ema. Lo scrive la Nazione.
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