Il caro carburante pesa anche sul trasporto sociale, il servizio che accompagna persone con disabilità ai centri diurni e alle terapie. Confservizi Cispel Toscana ha promosso un incontro tra enti gestori e assessorato regionale alla salute per affrontare i rincari e le differenze tariffarie tra territori: in alcune zone il servizio è gratuito, mentre in altre le famiglie spendono diverse centinaia di euro al mese.
«Il trasporto sociale non è un servizio accessorio: è il presupposto della cura», sottolinea il presidente di Cispel Toscana Nicola Perini, richiamando il rischio che i costi spingano le famiglie a rinunciare ai servizi e a interrompere i percorsi assistenziali. «Chi ha lo stesso bisogno deve poter contare sulle stesse condizioni, ovunque viva in Toscana».
L’assessora Monni e il direttore generale Torre si sono impegnati a inviare alle Società della Salute una comunicazione per chiedere di non applicare aumenti fino all’avvio di un confronto regionale su criteri omogenei, nel rispetto delle competenze e delle leggi vigenti. A Firenze erano previsti rincari fino a 50 euro mensili. Cispel ha presentato un documento di proposte per migliorare l’efficienza del sistema e monitorare le eventuali rinunce delle famiglie, chiedendo un lavoro condiviso con istituzioni, gestori e volontariato. Lo scrive la Nazione.
«Il trasporto sociale non è un servizio accessorio: è il presupposto della cura», sottolinea il presidente di Cispel Toscana Nicola Perini, richiamando il rischio che i costi spingano le famiglie a rinunciare ai servizi e a interrompere i percorsi assistenziali. «Chi ha lo stesso bisogno deve poter contare sulle stesse condizioni, ovunque viva in Toscana».
L’assessora Monni e il direttore generale Torre si sono impegnati a inviare alle Società della Salute una comunicazione per chiedere di non applicare aumenti fino all’avvio di un confronto regionale su criteri omogenei, nel rispetto delle competenze e delle leggi vigenti. A Firenze erano previsti rincari fino a 50 euro mensili. Cispel ha presentato un documento di proposte per migliorare l’efficienza del sistema e monitorare le eventuali rinunce delle famiglie, chiedendo un lavoro condiviso con istituzioni, gestori e volontariato. Lo scrive la Nazione.
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