AGGIORNATA - Durante la sua audizione la direttrice Simonetta Cannoni ha spaziato dal "potenziamento dei centri per l'impiego al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), tra risorse stabili e finanziamenti una tantum, per fare il punto su una Agenzia dove lavorano 975 unità, composte da una struttura di staff e cinque strutture territoriali, a loro volta suddivise in 73 sedi: una direzionale, 17 sportelli e 55 sedi".
Il modello organizzativo di Arti - con i dati forniti dal Ministero del Lavoro - "ha dimostrato di aver funzionato", ha sottolineato la direttrice Cannoni. In particolare, la Toscana, sul programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (Gol) "è risultata la prima regione che ha superato il target di formati ed occupati, seconda solo alla provincia autonoma di Bolzano che ha raggiunto il 56 per centro, contro la percentuale toscana del 53, ma in una media nazionale del 40".
La direttrice Cannoni ha quindi concluso il proprio intervento ricordando che Arti nasce come centro per l'impiego per fornire servizi ad utenti ed aziende, e come negli anni si è evoluta, gestendo risorse e bandi in qualità di organismo intermedio del Fondo sociale europeo.
Il presidente Cellai ha evidenziato come "di fronte ad utili importanti dell'agenzia, 14 milioni nel '22 e 10 milioni nel '23, si giustifichi l'avanzo di circa 23 milioni" poi si è concentrato sugli immobili di Arti che non sono di proprietà dell'agenzia.
"Una legge dello Stato degli anni Ottanta prevede che i locali dei Centri per l'impiego siano messi a disposizione gratuitamente dai Comuni ove ha sede lo stesso centro", ha riferito la direttrice Cannoni. Da qui la collaborazione con le amministrazioni, ad eccezione che per Pisa e Massa, dove Arti paga rispettivamente un canone alla Provincia ed uno ad un soggetto privato; anche se è in corso una trattativa per consentire alla Regione di procedere all'acquisto dei due locali, con vincolo a centri per l'impiego.
Serena Bulleri (FdI) ha chiesto di approfondire il dato occupazionale in relazione alle fasce di età. Ha risposto la direttrice: in sintesi, se il tasso di disoccupazione oscilla tra il 4 e 5 per cento, quello giovanile va addirittura dal 13 al 20 per cento. Il consigliere Federico Eligi (Cr), dopo aver chiesto chiarimenti sulla situazione di Pisa e Massa riguardo ai locali da mettere a disposizione, si è interrogato su come gestire il 'post Pnrr'.
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Critiche di Forza Italia e Fratelli d'Italia in Commissione regionale Controllo sui dati del reddito di reinserimento lavorativo - il cosiddetto reddito di cittadinanza della Regione Toscana - presentati in una seduta dove è stata sentita la direttrice Simonetta Cannoni di Arti, l'Agenzia regionale per l'impiego. A una richiesta di Marco Stella (FI), la direttrice Cannoni ha risposto che da aprile ad ora le domande per il reddito accolte sono state circa 2.500, per impegni di oltre 6 milioni di euro, con una media di 2.500 euro a persona. Per Stella e Ferri è "flop totale", "ennesimo spot pagato con i soldi dei cittadini. Non si aiuta così l'occupazione", "il commissario di Arti oggi in commissione ci ha fornito dati impietosi: fino all'11 maggio le domande erano 1.147, di cui 48 con il reddito in erogazione. Ad oggi in Toscana ci sono solo 2.500 persone che stanno trattando o usufruendo del reddito di inserimento lavorativo. Non ci sono invece stati forniti i dati di chi ha effettivamente trovato lavoro". Stella ha chiesto "dati chiari ed incontrovertibili, accanto ad una riflessione sul Fil srl di Prato, che un tempo gestiva i centri impiego e che oggi invece svolge un ruolo di assistenza tecnica ad Arti". Severa la critica sul reddito toscano anche da parte di FdI con Jacopo Cellai - che è presidente della Commissione Controllo - Alessandro Tomasi e Luca Minucci. "Meno di un quarto della platea potenziale raggiunta, poco più di un quarto del budget stanziato effettivamente erogato: a due mesi di distanza dalla chiusura dell'anno il reddito di reinserimento lavorativo si conferma esperimento fallimentare - affermano - I numeri sono impietosi: circa 2.500 domande accolte su una platea potenziale di 11.000 persone, 6 milioni di euro erogati a fronte di uno stanziamento di 23 milioni di euro. Con questo ritmo a fine dicembre ci attesteremo intorno agli 8 milioni di euro, un terzo del budget complessivo", "la misura si conferma sbagliata, la giunta di Giani ci pensa bene prima di rinnovarla Per rilanciare occupazione e economia servire altro".
Il modello organizzativo di Arti - con i dati forniti dal Ministero del Lavoro - "ha dimostrato di aver funzionato", ha sottolineato la direttrice Cannoni. In particolare, la Toscana, sul programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (Gol) "è risultata la prima regione che ha superato il target di formati ed occupati, seconda solo alla provincia autonoma di Bolzano che ha raggiunto il 56 per centro, contro la percentuale toscana del 53, ma in una media nazionale del 40".
La direttrice Cannoni ha quindi concluso il proprio intervento ricordando che Arti nasce come centro per l'impiego per fornire servizi ad utenti ed aziende, e come negli anni si è evoluta, gestendo risorse e bandi in qualità di organismo intermedio del Fondo sociale europeo.
Il presidente Cellai ha evidenziato come "di fronte ad utili importanti dell'agenzia, 14 milioni nel '22 e 10 milioni nel '23, si giustifichi l'avanzo di circa 23 milioni" poi si è concentrato sugli immobili di Arti che non sono di proprietà dell'agenzia.
"Una legge dello Stato degli anni Ottanta prevede che i locali dei Centri per l'impiego siano messi a disposizione gratuitamente dai Comuni ove ha sede lo stesso centro", ha riferito la direttrice Cannoni. Da qui la collaborazione con le amministrazioni, ad eccezione che per Pisa e Massa, dove Arti paga rispettivamente un canone alla Provincia ed uno ad un soggetto privato; anche se è in corso una trattativa per consentire alla Regione di procedere all'acquisto dei due locali, con vincolo a centri per l'impiego.
Serena Bulleri (FdI) ha chiesto di approfondire il dato occupazionale in relazione alle fasce di età. Ha risposto la direttrice: in sintesi, se il tasso di disoccupazione oscilla tra il 4 e 5 per cento, quello giovanile va addirittura dal 13 al 20 per cento. Il consigliere Federico Eligi (Cr), dopo aver chiesto chiarimenti sulla situazione di Pisa e Massa riguardo ai locali da mettere a disposizione, si è interrogato su come gestire il 'post Pnrr'.
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Critiche di Forza Italia e Fratelli d'Italia in Commissione regionale Controllo sui dati del reddito di reinserimento lavorativo - il cosiddetto reddito di cittadinanza della Regione Toscana - presentati in una seduta dove è stata sentita la direttrice Simonetta Cannoni di Arti, l'Agenzia regionale per l'impiego. A una richiesta di Marco Stella (FI), la direttrice Cannoni ha risposto che da aprile ad ora le domande per il reddito accolte sono state circa 2.500, per impegni di oltre 6 milioni di euro, con una media di 2.500 euro a persona. Per Stella e Ferri è "flop totale", "ennesimo spot pagato con i soldi dei cittadini. Non si aiuta così l'occupazione", "il commissario di Arti oggi in commissione ci ha fornito dati impietosi: fino all'11 maggio le domande erano 1.147, di cui 48 con il reddito in erogazione. Ad oggi in Toscana ci sono solo 2.500 persone che stanno trattando o usufruendo del reddito di inserimento lavorativo. Non ci sono invece stati forniti i dati di chi ha effettivamente trovato lavoro". Stella ha chiesto "dati chiari ed incontrovertibili, accanto ad una riflessione sul Fil srl di Prato, che un tempo gestiva i centri impiego e che oggi invece svolge un ruolo di assistenza tecnica ad Arti". Severa la critica sul reddito toscano anche da parte di FdI con Jacopo Cellai - che è presidente della Commissione Controllo - Alessandro Tomasi e Luca Minucci. "Meno di un quarto della platea potenziale raggiunta, poco più di un quarto del budget stanziato effettivamente erogato: a due mesi di distanza dalla chiusura dell'anno il reddito di reinserimento lavorativo si conferma esperimento fallimentare - affermano - I numeri sono impietosi: circa 2.500 domande accolte su una platea potenziale di 11.000 persone, 6 milioni di euro erogati a fronte di uno stanziamento di 23 milioni di euro. Con questo ritmo a fine dicembre ci attesteremo intorno agli 8 milioni di euro, un terzo del budget complessivo", "la misura si conferma sbagliata, la giunta di Giani ci pensa bene prima di rinnovarla Per rilanciare occupazione e economia servire altro".
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