Il caso Sollicciano è arrivato a Roma. E lo ha fatto tramite l’interrogazione depositata dal deputato fiorentino del Pd, Federico Gianassi, e sottoscritta da Simona Bonafè e Emiliano Fossi. Il testo presentato al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, riguarda le condizioni in cui versa il penitenziario fiorentino: "Secondo i dati dell’associazione Antigone, l’istituto mostra, in gran parte delle sezioni, croniche carenze – si legge – dal punto di vista edilizio (infiltrazioni, cedimenti strutturali, umidità, crepe e intonaco cadente) e che in molte celle piove, fa freddo, mancano le luci e anche i sanitari hanno spesso problemi di funzionamento".
Anche i numeri "di tentati suicidi, di atti di autolesionismo e di aggressioni agli agenti di polizia mostrano le evidenti sofferenze della struttura", senza contare il blocco dei lavori e la mancanza di agenti e di personale. Arriva anche il monito di Ilaria Garosi, membro del gruppo di lavoro sulla psicologia penitenziaria dell’Ordine toscano: "Nelle carceri italiane c’è anche un’emergenza sulla salute mentale – spiega – e in Toscana i contesti più problematici sono le case circondariali di Sollicciano a Firenze e Le Sughere a Livorno".
Quanto ai numeri: "Il sovraffollamento dei penitenziari – dice ancora - è un fattore che evidentemente incide in maniera negativa, così come la tipologia delle persone detenute: molti individui già problematici vengono detenuti anziché adeguatamente trattati nelle strutture sanitarie. Parliamo di casi in cui il quadro psicopatologico dovrebbe prevedere soluzioni alternative al carcere".
Ci sono, poi, "moltissimi stranieri che vivono una condizione di solitudine maggiore causata dalla non presenza dei familiari e da differenze culturali che rendono complesso l’adattamento alla vita detentiva. E ci sono persone detenute tossicodipendenti che avrebbero necessità di percorsi terapeutici esterni al carcere"
Anche i numeri "di tentati suicidi, di atti di autolesionismo e di aggressioni agli agenti di polizia mostrano le evidenti sofferenze della struttura", senza contare il blocco dei lavori e la mancanza di agenti e di personale. Arriva anche il monito di Ilaria Garosi, membro del gruppo di lavoro sulla psicologia penitenziaria dell’Ordine toscano: "Nelle carceri italiane c’è anche un’emergenza sulla salute mentale – spiega – e in Toscana i contesti più problematici sono le case circondariali di Sollicciano a Firenze e Le Sughere a Livorno".
Quanto ai numeri: "Il sovraffollamento dei penitenziari – dice ancora - è un fattore che evidentemente incide in maniera negativa, così come la tipologia delle persone detenute: molti individui già problematici vengono detenuti anziché adeguatamente trattati nelle strutture sanitarie. Parliamo di casi in cui il quadro psicopatologico dovrebbe prevedere soluzioni alternative al carcere".
Ci sono, poi, "moltissimi stranieri che vivono una condizione di solitudine maggiore causata dalla non presenza dei familiari e da differenze culturali che rendono complesso l’adattamento alla vita detentiva. E ci sono persone detenute tossicodipendenti che avrebbero necessità di percorsi terapeutici esterni al carcere"
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