Il centrosinistra avrebbe mille temi di cui parlare al Paese, e invece è perso tra primarie e caccia al leader

Altro giro, altro assist. La domanda è: in campo (largo) esiste un centravanti capace di buttarla dentro o anche stavolta il pallone attraverserà l'aria di rigore senza che nessuno si presenti all'appuntamento? Il riferimento, va da sé, non è alla Fiorentina (che pure il problema del bomber lo ha…) ma alla politica. Locale, e ancor di più nazionale. Ne parlavamo qualche giorno fa. Parlavamo di come un centrosinistra degno di questo nome saprebbe ascoltare e far proprie le istanze dei giovani (quelli per bene, non quelli che sfasciano) e, da lì, cercare di farne onda elettorale. Per capire di cosa stiamo parlando, e di come invece Pd, M5S, Avs e compagnia sono sostanzialmente inermi, andate a rivedervi la puntata dell'altra sera di Otto e Mezzo con Massimo Cacciari e Massimo D'Alema…

Si diceva del nuovo assist, comunque. Stavolta parlo del “voucher anziani” annunciato in queste ore dal governo Meloni. Di fatto, l'ennesimo sputo in faccia alla sanità pubblica e l'ennesima carezza a quella privata. Dico io: ma cosa devono fare per far sì che chi si candida a governare questo Paese non si mobiliti in massa (e sul serio)? E invece no. Si continua a parlare di primarie, di leader, di roba di cui alla gente non frega nulla. Caduti come polli nel trappolone che la destra, con la nuova legge elettorale, ha piazzato sul cammino. 

Basterebbe poco. Basterebbe dire: "Questa è la nostra proposta per rilanciare la sanità. Per i giovani e le scuole (pubbliche) abbiamo in mente queste misure…". Poche cose, ma semplici e, soprattutto, chiare. Lo capiranno? Si degneranno di buttare la palla in porta o resteranno fantasmi come un Pellegrino o un Beto qualsiasi? 

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