Dalle prime manifestazioni in Santa Maria Novella agli scontri con la polizia: ore di trattative, tentativi di sfondamento e lanci di oggetti contro agenti e giornalisti

Una giornata iniziata nell'incertezza e terminata tra tensioni, scontri e momenti di grande preoccupazione. Firenze ha vissuto un sabato 24 ottobre particolarmente complicato sul fronte dell'ordine pubblico, con il centro storico trasformato per ore nel teatro di un lungo braccio di ferro tra manifestanti e forze dell'ordine. Quella che nel primo pomeriggio sembrava una mobilitazione destinata a coinvolgere poche decine di persone si è progressivamente trasformata in una protesta ben più partecipata, fino a raggiungere migliaia di presenze nelle strade del centro. Una situazione degenerata nel corso della serata, con lanci di bombe carta, petardi e oggetti di vetro in direzione della polizia e dei giornalisti presenti, ai quali le forze dell'ordine hanno risposto anche con l'utilizzo di lacrimogeni.

La città blindata fin dal mattino

Il clima di preoccupazione si respirava già dalle prime ore della giornata. Dopo gli annunci circolati sui social relativi alle manifestazioni del Movimento 17 ottobre, Firenze si era preparata all'eventualità di disordini con un imponente dispositivo di sicurezza. Polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale erano stati dislocati nelle principali piazze e strade del centro storico, con la presenza anche di numerosi agenti in borghese.

Particolare attenzione era stata riservata alle zone commerciali, soprattutto a via Tornabuoni, dove diversi negozi delle grandi firme e alcune gioiellerie avevano scelto di proteggere le proprie vetrine con pannelli di sicurezza. Una precauzione adottata anche in altre strade del centro, mentre un locale aveva deciso di smontare il proprio dehors. Non tutti i commercianti, comunque, avevano optato per misure straordinarie: alcune attività erano rimaste regolarmente aperte, nonostante l'incertezza su quanto sarebbe potuto accadere nelle ore successive.

Le misure di sicurezza erano state definite dopo una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, durata oltre quattro ore nella giornata di venerdì. L'obiettivo era quello di monitorare costantemente le aree più sensibili della città, anche alla luce dell'assenza di indicazioni precise sul luogo e sul percorso delle proteste.

Da Santa Maria Novella a Santo Spirito: le prime trattative

Fino alle 15 la situazione era rimasta sostanzialmente tranquilla. Nelle piazze del centro si registrava soprattutto la presenza di cittadini incuriositi e turisti, mentre le forze dell'ordine continuavano a presidiare le zone considerate più delicate.

Il primo segnale concreto della mobilitazione è arrivato intorno alle 15.30, quando una cinquantina di persone si sono radunate in piazza Santa Maria Novella, intonando Bella Ciao. Nel giro di poco tempo il gruppo è cresciuto fino a raggiungere circa un centinaio di partecipanti, dando il via a una lunga fase di trattative con la Questura.

Il nodo principale riguardava il percorso della manifestazione. I partecipanti chiedevano di poter attraversare il cuore del centro storico, con particolare attenzione alla possibilità di passare da piazza Duomo. Una richiesta sulla quale il confronto con le forze dell'ordine si è protratto per diverso tempo, tra momenti di apparente apertura e improvvise interruzioni.

Intorno alle 16 è arrivato un primo via libera: il corteo ha potuto lasciare piazza Santa Maria Novella per dirigersi verso Santo Spirito. La manifestazione ha così attraversato alcune strade del centro, raggiungendo la piazza dell'Oltrarno intorno alle 17.

Il ritorno verso il centro e l'inizio delle tensioni

La situazione si è complicata quando i manifestanti hanno chiesto di poter attraversare nuovamente il centro storico durante il percorso di ritorno verso Santa Maria Novella. Una richiesta che ha aperto un'ulteriore trattativa con le forze dell'ordine, chiamate a individuare un tragitto compatibile con le esigenze di sicurezza.

In un primo momento, intorno alle 17.35, sembrava che fosse stato raggiunto un accordo per consentire il passaggio del corteo nel cuore della città. Restavano tuttavia dubbi sull'eventuale attraversamento di piazza della Repubblica e su alcune delle strade interessate dalla manifestazione.

Poco dopo, però, il clima è cambiato. Gli agenti in assetto antisommossa hanno cercato di indirizzare i manifestanti verso un percorso alternativo, incontrando la resistenza di una parte dei partecipanti, intenzionati a proseguire lungo il tragitto richiesto.

Alle 17.50 il corteo si trovava ormai in una situazione di stallo. Da una parte i manifestanti, dall'altra le forze dell'ordine schierate per impedirne l'avanzata. A destare ulteriore preoccupazione anche la presenza di alcuni individui incappucciati. Nel corso dei controlli effettuati durante la giornata, una decina di persone sorprese con il passamontagna sono state accompagnate in Questura per essere identificate, con le rispettive posizioni sottoposte a valutazione.

Il muro contro muro e i primi tentativi di sfondamento

Con il passare delle ore, la situazione è diventata sempre più difficile da gestire. Il confronto sul percorso si è trasformato in un vero e proprio muro contro muro, con nessuna delle parti intenzionata a retrocedere.

Intorno alle 19 la tensione era ormai altissima. Il corteo continuava a premere per avanzare, mentre gli agenti mantenevano le proprie posizioni. Si sono registrati diversi tentativi di forzare lo schieramento delle forze dell'ordine, attraverso spinte e l'esplosione di petardi.

Nel frattempo la manifestazione aveva assunto dimensioni decisamente superiori rispetto a quelle del primo pomeriggio. Alle 19.10 veniva segnalata la presenza di manifestanti anche in piazza Santa Trinita, con migliaia di persone complessivamente presenti nelle strade del centro storico.

Una partecipazione che ha contribuito a rendere ancora più delicata la gestione dell'ordine pubblico, soprattutto nelle vie più strette e nelle zone dove il corteo si è trovato a diretto contatto con gli schieramenti della polizia.

Bombe carta, vetri e lacrimogeni: la serata degli scontri

La fase più critica è arrivata nel corso della serata, quando la tensione accumulata durante le lunghe ore di trattative è sfociata in episodi di violenza.

Bombe carta e oggetti di vetro sono stati lanciati in direzione degli agenti e dei giornalisti impegnati a documentare quanto stava accadendo. Una situazione particolarmente pericolosa, caratterizzata da esplosioni, petardi e ripetuti tentativi di avanzamento da parte dei manifestanti.

Tra gli episodi segnalati anche la presenza di un manifestante con una motosega tra la folla, circostanza che ha contribuito ad accrescere ulteriormente la preoccupazione per la sicurezza.

Alle 20.08 il confronto tra manifestanti e forze dell'ordine risultava ancora aperto. Nonostante i ripetuti tentativi di trovare un'intesa sul percorso, nessuna soluzione definitiva sembrava essere stata raggiunta. Il corteo continuava a chiedere di poter accedere alle zone del centro storico, mentre gli agenti cercavano di contenere l'avanzata.

Pochi minuti più tardi, alle 20.20, le forze dell'ordine hanno fatto ricorso ai lacrimogeni, lanciati in direzione dei manifestanti. Un ulteriore momento di forte tensione, arrivato al termine di un pomeriggio e di una serata segnati da un progressivo deterioramento della situazione.

Una giornata che lascia molti interrogativi

Quella vissuta da Firenze è stata dunque una giornata complessa, iniziata con una città praticamente blindata e proseguita attraverso una serie di eventi che hanno progressivamente fatto salire la tensione.

Dalle poche decine di persone radunate inizialmente in Santa Maria Novella si è passati a una manifestazione che ha coinvolto migliaia di partecipanti, attraversando diverse zone del centro storico e impegnando per ore le forze dell'ordine.

Il tema del percorso è rimasto al centro dell'intera giornata. Prima la richiesta di attraversare piazza Duomo, poi il passaggio verso Santo Spirito e infine il tentativo di tornare nel cuore della città. Una successione di trattative, accordi parziali e nuovi momenti di stallo che ha accompagnato l'evoluzione della protesta.

A segnare soprattutto le ultime ore sono stati però gli episodi di violenza. Il lancio di bombe carta, petardi e oggetti di vetro contro polizia e giornalisti, i tentativi di sfondare gli schieramenti e il successivo utilizzo di lacrimogeni rappresentano i momenti più gravi di una giornata vissuta costantemente sul filo della tensione.

Resta adesso da ricostruire nel dettaglio quanto accaduto, individuare eventuali responsabilità e chiarire le conseguenze degli scontri. Al momento dell'ultimo aggiornamento, quello delle 20.20, la situazione risultava ancora particolarmente delicata e non erano disponibili informazioni definitive su eventuali feriti, arresti o danni.

Per Firenze resta l'immagine di un sabato fuori dall'ordinario: vetrine protette, strade presidiate, un imponente dispiegamento di forze dell'ordine e un centro storico attraversato da una protesta che, con il trascorrere delle ore, ha assunto contorni sempre più difficili da gestire.

Una giornata che avrebbe dovuto essere caratterizzata dalla manifestazione e dalle rivendicazioni dei partecipanti, ma che ha finito per essere segnata soprattutto dal lungo confronto con la Questura e dagli scontri della serata. Con la città rimasta per ore in attesa di capire quale sarebbe stato l'epilogo di una mobilitazione annunciata sui social e diventata, nel giro di poche ore, una delle giornate più tese degli ultimi tempi per il centro storico fiorentino.
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