“È lesivo della sua reputazione, lo usano”, ha detto il leader di Azione

"Io di Schmidt ho una buona idea. Ma faceva il direttore di un museo e non avendo dietro un partito politico rischia di essere il sindaco che in realtà fa governare Fratelli d'Italia con il paravento di Schmidt". Lo ha affermato il leader di Azione Carlo Calenda, parlando del candidato del centrodestra a sindaco di Firenze, a margine di un evento in città.

"Credo che questo - ha aggiunto - sia lesivo anche della sua reputazione. Penso che abbia fatto un errore ad accettare, perché il rischio è che lo usino fino alla campagna elettorale, ma che dopo chi comanda veramente sarà FdI".

Al contrario, secondo Schmidt, Sara "Funaro è espressione di una giunta che ha ben lavorato, e che ha saputo dimostrare di saper gestire una città complessa, con un'identità molto forte, enormi problemi legati al turismo".

NO VETI A M5S.Non ho mai messo un veto" su un ingresso del M5S nella coalizione a sostegno di Sara Funaro come sindaco di Firenze, "se non cambiano gli elementi programmatici”. Per Calenda, "deciderà Funaro" su un eventuale apparentamento con Italia Viva al secondo turno.

"Se serve per far vincere il candidato giusto - ha detto - non ho problemi di nessun tipo; se serve invece per spartire posti, per avere prebende eccetera, no, non credo che sia il modo giusto di fare politica, quindi dipende sempre da cosa c'è dentro".

Sempre per il leader di Azione "la direzione deve essere molto netta, così l'ho detto al sindaco Nardella la sera stessa e l'ho detto anche pubblicamente. Peraltro sono anche andato a fare due passi con il responsabile dei 5Stelle qui e mi sembra una persona molto ragionevole".

"I 5Stelle sono tutto e sono niente - spiega Calenda -, in alcuni posti sono qualunquisti di sinistra, in altri sono qualunquisti di destra, in alcuni c'è pure qualcuno che invece sembra essere capace di argomentare in modo pragmatico".

In generale, ha concluso il leader di Azione, "ad auspicare l'ingresso dei 5 Stelle da qualsiasi parte mi sentirei male, ma per me la cosa che conta è che la direzione di marcia sia in continuità con Nardella, fatta da persone che conoscono come amministrare, e che non si modifichi di una virgola un programma che deve tener conto delle opere pubbliche necessarie, perché se altrimenti si comincia con i 'no' a tutto, finisce che non si fa niente".

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