Così il sindacato dopo i gravi eventi accaduti nel carcere fiorentino

Il penitenziario di Sollicciano (Firenze) "non sia oggetto di polemiche ma di interventi urgentissimi", "così non si può continuare ed è per questo che la Cisl Firenze-Prato e la Fns-Cisl della Toscana chiedono alle autorità, dal ministro della Giustizia al Dap competente, dalla Regione Toscana al Comune di Firenze, dalla magistratura al prefetto e ad ogni ulteriore istituzione, di pretendere interventi urgenti, stanziando fondi economici necessari per sanare il degrado attuale del carcere e per assegnare a Firenze ulteriori unità di polizia penitenziaria".

Lo affermano in una nota Fabio Franchi, segretario generale Cisl Firenze-Prato, e Paolo Rauccio, segretario Fns-Cisl Toscana, aggiungendo: "Noi vigileremo che questa grave situazione non venga ignorata o peggio ancora dimenticata".

"Dopo le ultime vicende del penitenziario di Firenze, con il decesso di un giovanissimo detenuto e la rivolta inscenata da decine di reclusi - continuano -, serve fare chiarezza sulla situazione e pretendere che tutte le istituzioni facciano quanto nelle proprie competenze".

La Cisl Firenze-Prato, insieme alla Federazione nazionale sicurezza della Cisl per la Toscana, intende far conoscere la gravità della situazione. Per il carcere di Firenze sarebbe prevista una capienza regolamentare di 497 detenuti, ma i posti realmente disponibili sono circa 410 perché oltre 80 sono dichiarati indisponibili dall'amministrazione penitenziaria a causa di cantieri di ristrutturazione in corso. Sono invece presenti oggi a Sollicciano circa 540 detenuti, 130 in più della capienza disponibile.

Inoltre, "pur essendo stata avviata in queste ore una lenta azione di decremento delle presenze, serve capire come arginare i flussi di nuovi ingressi nel carcere fiorentino, che non sono ormai meno di 25-30 a settimana e che in breve periodo renderebbero inutili anche alcuni trasferimenti di detenuti in altre regioni avviati in questi giorni"
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