Ad affermarlo è stato Luca Tonini, presidente di Cna Toscana

I diversi contesti normativi e amministrativi, fra Regioni e anche al loro interno fra singoli Comuni, penalizzano le attività artigiane, costrette a fronteggiare molte difficoltà nel rapporto con la burocrazia: è l'allarme lanciato da Cna Toscana, che oggi a Firenze ha presentato l'Osservatorio Burocrazia dedicato alle conseguenze della riforma del titolo V della Costituzione su otto mestieri.
    
Per poter offrire una bevanda insieme a un prodotto gastronomico all'interno di un'attività artigiana, in Toscana non esiste una disciplina regionale, ma solo singole delibere comunali. L'impiantista che opera in più regioni deve destreggiarsi tra i vari catasti degli impianti termici: ogni regione ha sviluppato una propria piattaforma con modalità di accesso e procedure specifiche. Per tatuaggio e piercing come per la toelettatura di animali manca completamente una legge nazionale di settore.

    
"Se vogliamo evitare, in certi casi estremi, la chiusura di molte attività è necessario semplificare e razionalizzare il quadro normativo e regolamentare", sostiene Luca Tonini, presidente di Cna Toscana, ma anche "aggiornare e riordinare le leggi di settore, a partire dal coordinamento dei percorsi formativi".

"Bisogna fare in modo che tutti i dati di cui le Pubbliche amministrazioni dispongono - afferma Marco Capozi, responsabile relazioni istituzionali di Cna - possano essere messi a fattor comune, quindi che i cittadini e le imprese non debbano più vedersi chiedere informazioni che hanno già trasmesso in precedenti occasioni: è una perdita di tempo, e equivale anche ad un aumentare dei costi".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies