'A Prato situazione insostenibile, Nordio intervenga urgentemente'

"È successo ancora: un'altra persona si è tolta la vita nel carcere della Dogaia a Prato. Si tratta del quarto suicidio in poco più di sette mesi all'interno di questa struttura carceraria, il 65mo nel nostro Paese. Abbiamo davanti a noi una situazione tragica che chiede un intervento immediato". Così il portavoce del Pd Toscana Diego Blasi in merito al suicidio di un detenuto 35enne nel carcere di Prato.
    
"Alla Dogaia - aggiunge in una nota -, le condizioni di vita, tra blatte e cimici dei letti, celle senza docce e temperature roventi, la mancanza di adeguato supporto psicologico e il sovraffollamento stanno contribuendo a una situazione insostenibile. Le parole nei giorni scorsi della deputata di Forza Italia Erica Mazzetti sulla struttura definita 'accettabile' sono sconcertanti, così come la bocciatura di oggi, da parte della maggioranza, dell'odg che chiedeva al governo di intervenire per sanare la situazione di crisi della Dogaia".

Per Marco Biagioni, segretario Pd Prato, "un altro suicidio nel carcere della Dogaia a Prato. Un'altra vita spezzata, la quarta nell'arco degli ultimi sette mesi. Siamo di fronte al totale fallimento delle istituzioni e dello stato di diritto. Gli appelli e le iniziative lanciate in queste settimane dalla Camera penale, dalle associazioni e dallo stesso Partito Democratico sono rimasti inascoltati, etichettati come 'campagna contro il governo'. Spero solo che dopo questa ennesima tragedia il ministro della Giustizia Nordio intervenga con urgenza sulle condizioni di vita e di lavoro all'interno della Casa circondariale di Prato".

Enzo Brogi, responsabile diritti del Pd, sottolinea che "la nostra Toscana, quella che per prima ha abrogato la pena di morte, in neppure mezzo anno conta quattro suicidi, oltre 60 nelle altre galere del Paese. Una vera mattanza. In questi giorni torridi nelle carceri tutto è invivibile, inaccettabile, anche l'azione più banale. Le nostre carceri oramai sono luoghi di cui una qualsiasi ispezione sanitaria o civile, che prenda sul serio le norme basilari di igiene e dignità, dovrebbe immediatamente ordinarne la chiusura". 
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