Anche la Regione Toscana, dopo Campania ed Emilia Romagna, ha approvato la proposta per richiedere un referendum, ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione e a norma della legge n. 352/1970, per abrogare la legge sull'autonomia differenziata del ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli. Dopo un lungo dibattito, l'aula ha approvato a maggioranza (23 favorevoli 13 contrari, 0 astenuti) le due proposte di deliberazione, sottoscritte da Pd, Italia Viva e M5s, per chiedere l'abrogazione totale o parziale. Ora mancano all'appello i voti della Sardegna - che vota domani - e della Puglia. Dopodiché ci saranno i cinque Consigli regionali stabiliti dalla Costituzione per chiedere il referendum abrogativo.
Il voto in Toscana ha subito uno slittamento di una settimana: i due atti all'ordine del giorno della seduta della scorsa settimana sono stati rinviati a oggi per l'ostruzionismo del centrodestra. Dopo l'approvazione, il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, ha detto che "chiederemo ai cittadini del nostro Paese di esprimersi perché noi vogliamo un'Italia che non lasci indietro nessuno".
Per il presidente della giunta, Eugenio Giani, "la strada del referendum abrogativo è la più giusta perché devono essere i cittadini a decidere se vogliono un regionalismo equo e solidale o invece un'autonomia che crea delle autarchie tra le Regioni". Soddisfatti Pd, M5s e Iv.
Il capogruppo Dem, Vincenzo Ceccarelli, ha parlato di "una battaglia giusta, condivisa da molti, dentro e fuori le istituzioni, affinché non si mini pesantemente l'unità del nostro Paese".
Per Irene Galletti, capogruppo M5s, "la soluzione trovata per promuovere il referendum sull'autonomia differenziata attraverso le Regioni non è quella che avremmo voluto, ma con il poco tempo a disposizione rappresenta il miglior compromesso possibile".
Per il capogruppo Iv Stefano Scaramelli "non sarà semplice vincere questa sfida, che credo sia giusto e corretto fare".
Contro il referendum si è, invece, schierato tutto il centrodestra.
Per Elena Meini, capogruppo della Lega "pur rispettando ogni tipo di consultazione popolare, siamo convinti che la strada per i proponenti sarà tutta in salita e che i cittadini capiranno, contrariamente da loro, l'importanza epocale di questa legge. Autonomia è per noi sinonimo di progresso, miglioramento dei servizi alle persone".
Per Fdi Vittorio Fantozzi ha detto che "oggi la maggioranza che guida la Regione Toscana si schiera contro l'autonomia differenziata, contraddicendo sé stessa e capovolgendo posizioni e impegni del passato".
Per Marco Stella (Fi), "di differenziato c'è semplicemente il giudizio: la posizione del Pd del nuovo segretario è contro l'autonomia e contro la precedente posizione del Pd prima di Schlein".
Il voto in Toscana ha subito uno slittamento di una settimana: i due atti all'ordine del giorno della seduta della scorsa settimana sono stati rinviati a oggi per l'ostruzionismo del centrodestra. Dopo l'approvazione, il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, ha detto che "chiederemo ai cittadini del nostro Paese di esprimersi perché noi vogliamo un'Italia che non lasci indietro nessuno".
Per il presidente della giunta, Eugenio Giani, "la strada del referendum abrogativo è la più giusta perché devono essere i cittadini a decidere se vogliono un regionalismo equo e solidale o invece un'autonomia che crea delle autarchie tra le Regioni". Soddisfatti Pd, M5s e Iv.
Il capogruppo Dem, Vincenzo Ceccarelli, ha parlato di "una battaglia giusta, condivisa da molti, dentro e fuori le istituzioni, affinché non si mini pesantemente l'unità del nostro Paese".
Per Irene Galletti, capogruppo M5s, "la soluzione trovata per promuovere il referendum sull'autonomia differenziata attraverso le Regioni non è quella che avremmo voluto, ma con il poco tempo a disposizione rappresenta il miglior compromesso possibile".
Per il capogruppo Iv Stefano Scaramelli "non sarà semplice vincere questa sfida, che credo sia giusto e corretto fare".
Contro il referendum si è, invece, schierato tutto il centrodestra.
Per Elena Meini, capogruppo della Lega "pur rispettando ogni tipo di consultazione popolare, siamo convinti che la strada per i proponenti sarà tutta in salita e che i cittadini capiranno, contrariamente da loro, l'importanza epocale di questa legge. Autonomia è per noi sinonimo di progresso, miglioramento dei servizi alle persone".
Per Fdi Vittorio Fantozzi ha detto che "oggi la maggioranza che guida la Regione Toscana si schiera contro l'autonomia differenziata, contraddicendo sé stessa e capovolgendo posizioni e impegni del passato".
Per Marco Stella (Fi), "di differenziato c'è semplicemente il giudizio: la posizione del Pd del nuovo segretario è contro l'autonomia e contro la precedente posizione del Pd prima di Schlein".
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