“Fummo noi a scoprire che un giorno prima dell'approvazione del piano operativo, la cosiddetta norma anti-Airbnb era stata stralciata per timore di ricorsi”, dichiara Del Re

"L'ex sindaco" di Firenze Dario Nardella "ha usato ancora la città per avere visibilità a livello nazionale e farsi un po' di campagna: a farne le spese, è Firenze, che, per effetto di questa variante poi finita nel nulla, ha visto aumentare il numero di affitti turistici dentro e fuori il centro storico, ha creato una nuova rendita legata al mattone con il 'condono' dei 13.000 appartamenti che già erano sul portale, regalandogli una destinazione ad uso turistico". È quanto afferma la consigliera comunale di Firenze Democratica Cecilia Del Re dopo la sentenza del Tar sulla delibera relativa al divieto di affitti brevi nell'area Unesco del centro di Firenze.
    
"Fummo noi a scoprire che un giorno prima dell'approvazione del piano operativo, la cosiddetta norma anti-Airbnb era stata stralciata per timore di ricorsi - spiega Del Re -. Perché evidentemente una manino era intervenuta all'ultimo, senza far passare quella modifica neppure dalle commissioni. E allora, come gruppo di
Firenze Democratica, segnalammo e denunciammo l'accaduto, grave sia da un punto di vista politico, per la evidente contraddittorietà con il dibattito in corso, che da un punto di vista tecnico per l'evidente assurdità dell'emendamento. Era infatti chiaro che, stralciando la norma, il Tar non avrebbe avuto più nulla in mano su cui pronunciarsi e che sarebbe stata dichiarata la cessata materia del contendere. Ci fu però risposto dall'allora capogruppo del Pd e dall'allora presidente della commissione urbanistica che non era così, che erano questioni 'tecnicamente complesse' e che le nostre erano strumentalizzazioni. A distanza di mesi, il Tar ha chiaramente sancito dove stavano le strumentalizzazioni".
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