L'ex assessora di Palazzo Vechio attacca duramente l'attuale amministrazione dopo lo strappo che si è consumato sul Poc

Dopo la votazione del Poc in consiglio Comunale i rapporti fra la maggioranza e Firenze Democratica di Cecilia Del Re si sono spaccati. A proposito di questo, La Nazione in edicola stamani ha intervistato proprio l'ex assessora di Palazzo Vecchio: "Si è trattato di una scelta coerente rispetto a una visione di città che è stata tradita. Avevamo lavorato con degli emendamenti e indicato le cose che noi non avremmo mai accettato ma purtroppo i dem non ci hanno ascoltati e hanno rigettato le nostre proposte. Di conseguenza abbiamo deciso di uscire dalla maggioranza"

ACCUSE - "Nardella ha omesso di ringraziarmi nel suo intervento di presentazione del Piano, e questo è stato notato da tutti. Ma la cosa non mi ha sorpreso perché da un anno mi ha completamente rimosso. D’altronde non ha avuto neppure il coraggio di comunicarmi la revoca delle deleghe in faccia, a voce. Io rappresentavo un intralcio ai piani futuri del sindaco, un problema. E quindi la cosa più semplice è stata “cancellarmi“"

I PERCHE' DEL NO - "La candidata del Pd Sara Funaro nel giorno della sua presentazione ha detto basta alla vendita di immobili pubblici ma contemporaneamente votava con Nardella la scheda per la cessione del San Giovanni di Dio, un bene di tutta la città. Questa secondo noi non è coerenza: ma questo è solo un esempio. Firenze ha bisogno di una proposta alternativa nel campo del centrosinistra"

ALLEANZE - "Fd ha deciso di focalizzarsi sulla costruzione di punti programmatici che sono la base del confronto con eventuali alleati. Il 13 aprile organizzeremo un’iniziativa e anche il quadro delle alleanze sarà più chiaro"
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies