'Serve cambiare gestione e prospettiva' afferma la consigliera comunale

In una nota la consilgiera comunale Cecilia Del Re ha espresso la propria riflessione sul nuovo regolamento comunale sui dehors.

"Alla luce del nuovo regolamento dehors, condivido una riflessione che speriamo utile per affrontare diversamente in futuro questo tema (e non solo). I dehors sono “occupazioni di spazio pubblico”, e quindi occorre chiedersi: a chi appartiene lo spazio pubblico? La risposta è semplice, appartiene a tutti, eppure, nella sua progettazione, viene parcellizzato rispondendo a singoli interessi “di parte”: dei commercianti per i dehors, dei tecnici della mobilità per la tramvia, di chi organizza eventi commerciali, degli ambulanti e così via.

Quello che manca è una visione d’insieme, una cura che tenga conto di tutti gli interessi di coloro che abitano e vivono una città, e che meritano di essere ascoltati. Avete seguito, come giornale, le istanze dei comitati dei residenti e la richiesta di coinvolgimento dei consiglieri di minoranza del q1: quest’ultimi non hanno ricevuto neppure risposta, la voce dei residenti ha fatto fatica ad emergere. Tutto questo non sarebbe successo con un ufficio dedicato alla progettazione dello spazio pubblico, già presente in altre amministrazioni pubbliche, - che da tempo predichiamo come necessario e che era parte della nostra proposta alle elezioni -, la cui costituzione abbiamo presentato come emendamento alla delibera ma senza successo.

Si tratta di un ufficio importante anche per la progettazione delle piazze cittadine - il cui restyling viene seguito da uffici sempre diversi (piazza Pier Vettori dalla Direzione Ambiente, piazza delle Cure dalla Direzione Mobilità, piazza dell’Isolotto dalla Direzione Servizi Tecnici) - così come per il disegno delle linee tramviarie, che, per quanto fondamentali, nella loro progettazione vedono spesso soccombere altri aspetti importanti per la vivibilità di una città, che meriterebbero uno sguardo più attento nel coniugare l’arrivo di quest’opera in un contesto urbano capace di riorganizzarsi intorno a lei, salvando (o recuperando altrove) spazi ed elementi importanti per il tessuto sociale e per l’ambiente. Non può essere lasciato per lo più solo alla Soprintendenza il giudizio sull’inserimento di quest’opera, laddove nel concetto di bellezza si voglia includere - come doveroso per un amministratore - anche quello della vivibilità dello spazio per i suoi cittadini.

Non può, allora, essere neppure lasciata solo alla Soprintendenza la scelta di ciò che avverrà per i dehors di piazza Repubblica: a fine 2018, con una delibera di giunta avevamo comunicato agli esercenti che quelle strutture - così impattanti ed energivore - dopo 5 anni non sarebbero più state concesse. Il preavviso era loro necessario per rinegoziare con i proprietari delle mura dei bar storici il canone di affitto, e impostare diversamente il proprio piano di lavoro. Quella delibera non è stata attuata nel precedente mandato in virtù di plurime proroghe, ed è stata poi abrogata da parte di questa amministrazione, che ha scelto ancora l’insostenibilità di strutture che dovrebbero essere “temporanee”, ma che di fatto ormai sono manufatti edilizi veri e propri con annessi impianti di riscaldamento e condizionamento.

Quello che più dispiace è che in tutto questo a soccombere sia ancora una volta lo spazio pubblico, e che si torni a ripetere i medesimi schemi del passato senza provare ad avere uno sguardo più alto e una programmazione a lungo termine. La politica del “gattopardo”, che alla fine va bene alla “Firenzina” che vive, purtroppo, soprattutto di rendita."
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies