È stato avviato il conto alla rovescia dei 100 giorni alla partenza del Tour de France, la cosiddetta Grand Départ: in piazza della Repubblica a Firenze il cronometro è stato scoperto dal sindaco Dario Nardella con il direttore del Tour de France Christian Prudhomme, l'ambasciatore di Francia in Italia Martin Briens, il presidente della Toscana Eugenio Giani, il presidente del Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, e il presidente dell'Apt Emilia-Romagna Davide Cassani, ex ct della Nazionale di ciclismo.
"Il Tour del France parte dall’Italia, da Firenze, attraversa luoghi patrimoni dell’UNESCO, Firenze e Bologna e una parte del Piemonte - ha detto Christian Prudhomme -. È una gara sportiva, una delle più importanti del mondo, che attraversa paesaggi stupendi. Più che per altri sport, nel ciclismo e per il Tour de France, conta la scenografia, i paesaggi che i corridori attraversano. Lo ricordo, per il Tour del France, la visione d’eccellenza è quella dall’alto, quella presa dall’elicottero, quindi è importante chiaramente l’exploit e la performance dei corridori, ma sono altrettanto importanti i paesaggi e le scenografie nelle quali hanno luogo questi exploit. Io sono venuto a Firenze prima di tutto come turista, come molti altri, ancora prima di immaginare qui una partenza del Tour de France. E da Firenze, che è un museo a cielo aperto, il tour attraverserà l’Emilia Romagna, l’Adriatico per poi andare verso il Piemonte, quindi parliamo di paesaggi mozzafiato e il Tour de France si nutre della bellezza, sia della bellezza delle performance dei suoi corridori sia della bellezza dei paesaggi che attraversa. E l’Italia è un Paese magnifico quando la Francia".
Cosa può fare il Tour de France per il ciclismo italiano, che ha perso un po’ di interesse e risultati rispetto a tanti anni fa? "Non ho la bacchetta magica, perché se avessi la bacchetta magica e potessi prevedere il futuro, io una soluzione per rilanciare il ciclismo l’applicherei anche al ciclismo francese - ha proseguito Prudhomme -. Però è sicuramente molto importante che il Tour de France passi dall’Italia, voi siete un Paese che ha avuto grandi campioni e un po’ fa male non avere un equipe italiana in prima fila, che parta proprio dall’Italia, però se il Tour de France può essere un’occasione per rilanciare il ciclismo in Italia, io sarò contento. Sarò contento se avrò portato avanti questa missione. Dobbiamo espanderci in altri Paesi, ma è anche importante che paesi di lunga tradizione ciclistica come l’Italia, i Paesi Bassi e il Belgio, abbiano dei campioni in casa propria. In bicicletta è tutta una questione di equilibrio, questo è l’equilibrio che va trovato.
Quando sono arrivato qui dall’aeroporto e considerata anche l’accoglienza che mi avete riservato, tutto questo mi ha emozionato, ho visto di sbandieratori, i vessilli tradizionali, ma accanto a loro c’erano anche dei bambini con la maglia gialla, e questo è quello che io sogno: un rilancio del ciclismo nelle nuove generazioni. Vorrei che i bambini continuassero a sognare di diventare campioni di ciclismo e il Tour de France può rappresentare una locomotiva per rilanciare il ciclismo, non soltanto per creare dei campioni di ciclismo, ma anche per lanciare la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano".
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