Risorgono gli attaccanti, ma la difesa balla. Basterà per Atene?

Orgoglio e rimpianti. Il giorno dopo è esattamente come quello prima con i tifosi a chiedersi se e quanto sono realmente felici del successo contro il Bruges. Perché segnare un gol decisivo nel recupero con il giocatore maggiormente in difficoltà per tutto l'anno vincendo la gara, porterebbe all'estasi calcistica. Ma la mezzora giocata in superiorità numerica ed iniziata sopra 2-1 porta con se alcune perplessità.

L'impressione resta la stessa: con il livello di attenzione e di intensità corretto, Atene sarebbe realmente stata ad un passo. Invece la mini-partita di 35 minuti giocata 11 vs 10 è finita 1-1 e solo grazie alla zampata vincente dell'uomo meno atteso, Nzola. A niente servono le statistiche che parlano di oltre 30 tiri viola contro quelli dei belgi che si fermano sulle dita di una mano. La qualificazione resta apertissima, al
Jan Breydel Stadium (la tana del Bruges) sarà dura, Atene resta quasi equidistante fra il Belgio e Firenze. Mentre la partita avrebbe detto altro.

BUONE NUOVE E SOLITI ERRORI. E dire che la serata poteva essere ricordata soprattutto per la resurrezione contemporanea di tutto l'attacco viola in blocco. Sottil magicamente a giro, Belotti che alza la cresta nel cuore dell'area di rigore trovando il secondo acuto in viola e Nzola nuovamente in gol quasi due mesi dopo l'ultimo sigillo, sempre in Conference, contro il Maccabi.

Vecchi scheletri invece continuano a fare capolino, ad esempio il grande classico del gol subito su imbucata centrale che tanto fa dannare chi tifa viola. Rispetto a Bergamo, più frutto di errori individuali che di reparto, vedi Ranieri sulla volata di Thiago. Ma sempre imbucata centrale resta. E così una serata potenzialmente trionfante diventa un sorriso a trequarti.

Del resto l'amarezza di Bergamo è ancora dietro l'angolo e fidarsi di un solo gol di vantaggio prima del ritorno non è più cosa. Certo il Bruges non è l'Atalanta, ma la Fiorentina sì, è sempre la stessa. Una squadra capace di tutto e del suo contrario. Basterà?

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