L’ultima Lazio è cambiata, e la Fiorentina?

“Noi siamo forti, ma loro sono fortissimi”, disse Vincenzo Italiano quando il 30 ottobre scorso la sua Fiorentina perse con la Lazio, al 94’. In quella sfida la squadra di Sarri non fece nulla per avere la meglio dei viola, se non approfittare di un clamoroso svarione di Milenkovic a tempo scaduto che permise a Immobile di mettere dentro il rigore della vittoria. Un classico per la Fiorentina targata Italiano, soprattutto contro i biancocelesti di Sarri.
 
Quella Fiorentina, rispetto a questa che si sta vedendo da inizio 2024, faceva comunque sempre la partita, creava e manteneva la sua classica identità. Cosa che oggi, invece, sembra essersi smarrita. Un girone dopo, alla giornata numero 26 (quella dell’Olimpico fu la decima giornata di Serie A), la Fiorentina si ritrova ancora su per giù in zona della Lazio, ma arriva alla gara di lunedì avendo dilapidato con un gennaio/febbraio orribile quel gap che aveva messo tra sé e la squadra capitolina, per propri meriti e per demeriti altrui, visto che la partenza di stagione della formazione di Sarri era stata tutt’altro che esaltante, così come era accaduto a Roma, Atalanta e altre che, pian piano, si sono ritrovate. Sarri è riuscito a cambiare la sua squadra, facendo meno possesso palla, dandole meno indole offensivista ma più pratica, e sta ottenendo risultati. Italiano ci ha provato, ma ultimamente non ci sta riuscendo.
 
Italiano non ha ancora mai vinto una volta in carriera contro Sarri. Da quando è alla Fiorentina, inoltre, spesso e volentieri ha rimediato figuracce nelle gare interne. L’anno scorso finì addirittura 0-4, con la Lazio che agiva in ripartenza, tirava e segnava, mentre la Fiorentina attaccava, andava spesso in orizzontale e lasciava praterie che i laziali sfruttavano. Stesso copione che si verificò due anni fa, quando la Lazio vinse al Franchi 0-3 e che la squadra biancoceleste sta riuscendo ad utilizzare sempre più, come fatto anche a Torino nel match di recupero di campionato che ha visto la Lazio soffrire, ripartire, ma vincere. Già di per sé, dunque, la Fiorentina e Italiano soffrono maledettamente il modo di giocare dei laziali e di Sarri. Il momento difficile che stanno vivendo i viola, in crisi di risultati, gioco e identità, rende ancor più delicato l’incrocio di lunedì. Al Franchi, stavolta, l’epilogo dovrà essere diverso. La Fiorentina è chiamata a reagire e sfatare il tabù Lazio, a tutti i costi. Altrimenti l’aria attorno alla squadra, e adesso anche alla società, potrebbe farsi sempre più pesante.
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