Niente è ancora perduto. Non è facile smaltire rabbia e delusione per l’eliminazione in Coppa Italia a un passo da quella che sarebbe stata la seconda finale di fila. Non solo. Soltanto il pensiero di poter immaginare un ultimo atto all’Olimpico contro la Juventus degli ex Chiesa e Vlahovic, aveva acceso ancor di più il desiderio dei tifosi viola. E invece, niente da fare. Un po’ i soliti limiti di questa Fiorentina: dal suo allenatore ai giocatori, dalle scelte societarie nell’allestimento della rosa, a quelle strategiche. Qualcosa non ha funzionato, è vero. Ma non tutto è perduto.
Il campionato, innanzitutto. Con ranking Uefa che vede l’Italia stabilmente in prima posizione, è arrivata l’ufficialità: la prossima stagione saranno ben cinque le squadre che accederanno alla nuova edizione della Champions League. Dunque saranno validi il sesto e il settimo posto per l’Europa League e l’ottavo per la Conference. Ma non finisce qui. Potrebbe valere anche il nono posto nel caso una tra Atalanta e Roma vincesse l’Europa League e non si piazzasse negli slot validi in classifica.
Scenari a parte, per la Fiorentina è ancora tutto in palio. L’ottavo posto, per intendersi, è a soltanto due punti di distanza. Occupato da un Napoli in crisi, incapace di dare continuità alle proprie prestazioni, battuto dall’Empoli nell’ultimo turno e che domenica riceverà al Maradona la Roma lanciata sia in classifica che in Europa dall’arrivo di De Rossi in panchina.
Occasione da sfruttare al massimo, insomma. Anche perché la Fiorentina giocherà subito dopo, domenica sera al Franchi, contro il Sassuolo in lotta per non retrocedere. E poi il calendario, al netto del recupero contro l’Atalanta che potrebbe slittare anche a inizio giugno, pare molto più agevole rispetto a quello vissuto nell’ultimo mese e mezzo.
L’altra via passa dalla Conference. Giovedì prossimo, al Franchi, l’andata delle semifinali contro il Club Brugge. Gara da non fallire: per tornare in finale e per sognare, oltre ad alzare un trofeo, l’accesso diretto alla prossima Europa League. Che vorrebbe dire alzare l’asticella e rivedere i piani che al momento prospettano i viola fuori da qualsiasi competizione futura. Niente è ancora detto, tutto in discussione. La stagione si può ancora salvare e celebrare.
Condividi
Attiva i cookies













