La nuova classificazione dei Comuni montani non soddisfa il governatore: 'Non si può concepire l'Italia solo al nord'

Sulla nuova classificazione dei Comuni montani "il messaggio della Toscana è chiaro. Siamo stati i primi, tra le Regioni, a contestare questo provvedimento, a dire che qui si creano delle montagne di serie A e di serie B. Capisco la provenienza del ministro Calderoli, ma quando si diventa ministri non si può concepire l'Italia solo al nord", con "le Alpi e non gli Appennini". Lo ha detto oggi il presidente della Toscana Eugenio Giani, a margine di una conferenza stampa a Firenze, a proposito della nuovi criteri per la classificazione dei Comuni montani, voluti dal ministro per gli Affari regionali. In Toscana il loro numero scende da 149 a 113, ma nella prima proposta sarebbero stati appena 75.
    
"In Conferenza delle Regioni abbiamo fatto una grande battaglia" che ha unito anche amministrazioni di provenienza politica diversa "e siamo riusciti a limitare i danni, ma questo provvedimento non è condivisibile", motivo per cui la Toscana non ha dato parere favorevole. Entrando nel merito Giani ha aggiunto che non si può sottovalutare che le realtà alpine "sono tutelate dal fatto che ci sono Regioni a statuto speciale, che quindi hanno già tanti supporti" oltre a "una capacità di reddito molto superiore ad altre".

    
Invece, ha sottolineato, "fissando il principio che sono montagne solo quelle sopra a una certa altezza, si tagliano fuori tanti Comuni appenninici che magari non si trovano a 1500 metri ben serviti", bensì "a 300 o 400 metri in un territorio dove si arriva male, dove vi è difficoltà per poter creare sinergie" e dove servirebbero agevolazioni, anche dal punto di vista fiscale che senza lo status di Comune montano "non ci sono più".
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