"Guai a frenare il turismo: è un motore economico che per la Toscana rappresenta quella fonte di attrazione che la rende conosciuta, desiderata e apprezzata nel mondo". Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, in occasione della presentazione del rapporto Irpet sul tema. "L'aumento nell'arco di un anno dell'8,8% è un dato di cui ci dobbiamo sentire orgogliosi", ha detto.
"Di parlare di overtourism - ha sottolineato Giani - io mi sono già stancato. Rinvio agli articoli pubblicati non cento anni fa, ma tre anni fa, quando ci si lamentava perché col Covid la gente non veniva: ma che memoria abbiamo? Questa memoria che ci porta tre anni fa a lamentarci perché perdevamo le risorse del turismo, e ora a lamentarci perché ci sono troppi turisti... ma scherziamo? Non voglio sentir parlare di numeri chiusi nelle città toscane, di meccanismi limitanti: faremo attività che in qualche modo indirizzano verso altre aree, e la logica degli ambiti va in questa direzione".
L'assessore regionale al turismo, Leonardo Marras, invita a guardare il dato sulle destinazioni meno note che "si comportano con ottime performance", a significare che "la Toscana inizia a essere conosciuta tutta".
Per quanto riguarda il calo del turismo italiano e toscano, sostiene l'assessore, "la causa è l'aumento da un lato dei prezzi, che fa emergere il grosso problema dei salari nel nostro paese, dall'altro alcuni prodotti turistici più maturi, come il balneare, su cui c'è una grande concorrenza di altre destinazioni".
Il direttore di Irpet Nicola Sciclone ha ricordato come "la Toscana, dopo aver mostrato una capacità di tenuta e resilienza nel periodo della pandemia, ha saputo intercettare la ripresa che si è manifestata", ma ci sono elementi da monitorare con attenzione, "in particolare la difficoltà della domanda interna che frena il turismo nazionale degli italiani non toscani, le difficoltà delle strutture ricettive alberghiere non di lusso che ancora non hanno recuperato i livelli prepandemici così come il recupero ancor incompleto sulle città d'arte e sulla capacità di attrarre alcuni flussi in particolare dall'Asia".
Per il direttore di Irpet la Toscana ha davanti due sfide principali: "Occorre lavorare per elevare il livello della qualità - ha detto -, perché quello straniero è un turismo esigente, e sulla digitalizzazione, perché è evidente che se la componente dinamica è il turismo internazionale, dobbiamo raggiungerlo, e fargli conoscere mete, luoghi e territori che magari sono meno conosciuti".
Il direttore di Anci Toscana, Simone Gheri, ha sottolineato il tema della redistribuzione dei turisti sul territorio, tema cruciale per i Comuni: "L'aumento delle presenze nelle aree collinari e montane è molto positivo per noi: uno degli obiettivi che ci siamo dati era proprio quello di far crescere le zone delle aree interne. Ora bisogna continuare a sostenere e sollecitare i Comuni della Toscana diffusa; e ben venga la riforma del testo Unico, in cui si investe ancora di più sugli ambiti, anche in termini di risorse".
"Di parlare di overtourism - ha sottolineato Giani - io mi sono già stancato. Rinvio agli articoli pubblicati non cento anni fa, ma tre anni fa, quando ci si lamentava perché col Covid la gente non veniva: ma che memoria abbiamo? Questa memoria che ci porta tre anni fa a lamentarci perché perdevamo le risorse del turismo, e ora a lamentarci perché ci sono troppi turisti... ma scherziamo? Non voglio sentir parlare di numeri chiusi nelle città toscane, di meccanismi limitanti: faremo attività che in qualche modo indirizzano verso altre aree, e la logica degli ambiti va in questa direzione".
L'assessore regionale al turismo, Leonardo Marras, invita a guardare il dato sulle destinazioni meno note che "si comportano con ottime performance", a significare che "la Toscana inizia a essere conosciuta tutta".
Per quanto riguarda il calo del turismo italiano e toscano, sostiene l'assessore, "la causa è l'aumento da un lato dei prezzi, che fa emergere il grosso problema dei salari nel nostro paese, dall'altro alcuni prodotti turistici più maturi, come il balneare, su cui c'è una grande concorrenza di altre destinazioni".
Il direttore di Irpet Nicola Sciclone ha ricordato come "la Toscana, dopo aver mostrato una capacità di tenuta e resilienza nel periodo della pandemia, ha saputo intercettare la ripresa che si è manifestata", ma ci sono elementi da monitorare con attenzione, "in particolare la difficoltà della domanda interna che frena il turismo nazionale degli italiani non toscani, le difficoltà delle strutture ricettive alberghiere non di lusso che ancora non hanno recuperato i livelli prepandemici così come il recupero ancor incompleto sulle città d'arte e sulla capacità di attrarre alcuni flussi in particolare dall'Asia".
Per il direttore di Irpet la Toscana ha davanti due sfide principali: "Occorre lavorare per elevare il livello della qualità - ha detto -, perché quello straniero è un turismo esigente, e sulla digitalizzazione, perché è evidente che se la componente dinamica è il turismo internazionale, dobbiamo raggiungerlo, e fargli conoscere mete, luoghi e territori che magari sono meno conosciuti".
Il direttore di Anci Toscana, Simone Gheri, ha sottolineato il tema della redistribuzione dei turisti sul territorio, tema cruciale per i Comuni: "L'aumento delle presenze nelle aree collinari e montane è molto positivo per noi: uno degli obiettivi che ci siamo dati era proprio quello di far crescere le zone delle aree interne. Ora bisogna continuare a sostenere e sollecitare i Comuni della Toscana diffusa; e ben venga la riforma del testo Unico, in cui si investe ancora di più sugli ambiti, anche in termini di risorse".
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