Al referendum per la riforma della giustizia che si svolgerà i prossimi 22 e 23 marzo "in modo convinto voterò no, perché io vedo che si stanno facendo tante affermazioni, ma che non guardano al contenuto. È un po' come spesso accade nel referendum, rischiano di diventare dei plebisciti".
Lo ha detto ai microfoni di Controradio il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. "In questo momento il referendum rischia di diventare un plebiscito nei confronti della magistratura - ha aggiunto Giani- e nel clima generale vediamo quest'onda cavalcata dalle forze di centrodestra, dal governo che ha animato questo referendum, a dare un sì a questa impostazione per cui probabilmente l'esecutivo vuol recuperare potere, autorevolezza e capacità di indirizzo verso la magistratura -ha aggiunto Giani -. Io invece credo che la magistratura debba essere un corpo che ha la sua autonomia, la sua indipendenza, salvaguardato dalla Costituzione, e quindi voterò no. Io sono un convinto assertore del no, sia perché rifiuto questa logica da plebiscito contro la magistratura a cui va garantita autonomia, sia perché nel merito non credo nella separazione delle carriere".
Lo ha detto ai microfoni di Controradio il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. "In questo momento il referendum rischia di diventare un plebiscito nei confronti della magistratura - ha aggiunto Giani- e nel clima generale vediamo quest'onda cavalcata dalle forze di centrodestra, dal governo che ha animato questo referendum, a dare un sì a questa impostazione per cui probabilmente l'esecutivo vuol recuperare potere, autorevolezza e capacità di indirizzo verso la magistratura -ha aggiunto Giani -. Io invece credo che la magistratura debba essere un corpo che ha la sua autonomia, la sua indipendenza, salvaguardato dalla Costituzione, e quindi voterò no. Io sono un convinto assertore del no, sia perché rifiuto questa logica da plebiscito contro la magistratura a cui va garantita autonomia, sia perché nel merito non credo nella separazione delle carriere".
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