"Se davvero vi fossero 'merito e lealtà', Andrea Ulmi, eletto grazie ai voti che la Lega raccolse su tutto il territorio toscano nel 2020 e al risultato record ottenuto dalla candidata presidente Susanna Ceccardi, si dimetterebbe da consigliere regionale lasciando il suo posto a chi continua a condividere e riconoscersi nei valori, nei principi e nella linea politica del partito di Matteo Salvini". Così in una nota congiunta Luca Baroncini, segretario regionale della Lega Toscana e Massimiliano Baldini, commissario provinciale del Carroccio a Grosseto, commentando l'addio al partito di Ulmi che aderirà al gruppo misto 'Merito e Lealtà' che nascerà il 12 marzo in Consiglio regionale.
"Troppo facile - aggiungono i due esponenti leghisti - 'sputare nel piatto dove si e' mangiato fino a ieri' ma rimanere attaccato alla poltrona per continuare a lucrare la ricca indennità regionale, seppure dichiarando di non riconoscersi più nella Lega del segretario federale e degli organi legittimamente eletti dal congresso toscano".
"La Lega - continuano - ha svolto un regolare e democratico congresso regionale nell'ottobre dello scorso anno, nell'occasione del quale si e' affermata con modalita' decisamente netta, oltre il 65% dei voti, la linea politica che oggi esprime il segretario regionale e l'ampia maggioranza del consiglio direttivo regionale. Andrea Ulmi e i militanti a lui vicini a Grosseto se ne vanno quindi per ben altri motivi e non possono certo accusare il partito che si è confrontato democraticamente scegliendo la direzione della propria strada".
"Troppo facile - aggiungono i due esponenti leghisti - 'sputare nel piatto dove si e' mangiato fino a ieri' ma rimanere attaccato alla poltrona per continuare a lucrare la ricca indennità regionale, seppure dichiarando di non riconoscersi più nella Lega del segretario federale e degli organi legittimamente eletti dal congresso toscano".
"La Lega - continuano - ha svolto un regolare e democratico congresso regionale nell'ottobre dello scorso anno, nell'occasione del quale si e' affermata con modalita' decisamente netta, oltre il 65% dei voti, la linea politica che oggi esprime il segretario regionale e l'ampia maggioranza del consiglio direttivo regionale. Andrea Ulmi e i militanti a lui vicini a Grosseto se ne vanno quindi per ben altri motivi e non possono certo accusare il partito che si è confrontato democraticamente scegliendo la direzione della propria strada".
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