"Vorrei dare il mio contributo a Firenze", a differenza del candidato del centrodestra Eike Schmidt "non avrei mai pensato di fare il sindaco, essere primo cittadino o direttore di un museo sono cose molto diverse. E poi in caso di sconfitta Schmidt ha detto che tornerà al museo di Capodimonte: non mi sembra carino verso i fiorentini". È quanto ha dichiarato Paola Grifoni, capolista della lista civica a sostegno di Sara Funaro sindaca e quindi avversaria di Schmidt.
Grifoni, nata a Roma nel 1952, nel corso della carriera è stata soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Firenze e segretario Mibact per i beni culturali della Toscana: si è occupata di un centinaio di restauri tra cui Orsanmichele, villa Salviati, Certosa del Galluzzo, Giardino di Boboli.
Il suo rapporto con Schmidt ha vissuto fasi complicate, a cominciare dal caso di qualche anno fa, relativo agli appartamenti nel complesso mediceo di Palazzo Pitti e del giardino di Boboli a Firenze, affittati a dipendenti della Soprintendenza a basso costo. Una battaglia ingaggiata da Schmidt, allora direttore delle Gallerie degli Uffizi. "Sono state mandate via molte persone - ha ricordato Grifoni che viveva in una di quelle abitazioni -. Non puoi modificare di punto in bianco un regolare contratto, so di persone cadute in depressione. E poi quegli appartamenti da sette anni sono in totale abbandono". Sui rapporti di Grifoni col Comune di Firenze "ho sempre avuto Palazzo Vecchio come un contraltare. Ci sono state discussioni, polemiche ma abbiamo anche lavorato bene su certe cose. Ricordo ad esempio con grande stima Beppe Matulli, persona di grande equilibrio e disponibilità. Ho visto, da funzionario e nei rapporti che ho avuto col Comune, le difficoltà che ci possono essere a fare il sindaco e l'ho sempre detto". Per i prossimi mesi Grifoni è pronta a mettersi in gioco per un posto da consigliere comunale perché "è un momento molto difficile per il nostro Paese e la nostra città, era il momento di scendere in campo. Criticare da fuori è molto facile".
Nei mesi scorsi Grifoni figurava tra i firmatari di una lettera al sindaco Daro Nardella, di critica per la scelta di piantare aranci in via Cavour: "Continuo a non essere d'accordo - ha concluso -. A Funaro non ho avuto il tempo di dirlo, ma l'ho detto a Dario Nardella. Io sono romana e a Roma quelle piante, per il clima, ci stanno. A Firenze no".
"Paola Grifoni è una persona di altissimo livello che naturalmente ha le sue idee - ha sottolineato Funaro -. Siamo onorati che abbia deciso di darci una mano in questa campagna elettorale".
Grifoni, nata a Roma nel 1952, nel corso della carriera è stata soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Firenze e segretario Mibact per i beni culturali della Toscana: si è occupata di un centinaio di restauri tra cui Orsanmichele, villa Salviati, Certosa del Galluzzo, Giardino di Boboli.
Il suo rapporto con Schmidt ha vissuto fasi complicate, a cominciare dal caso di qualche anno fa, relativo agli appartamenti nel complesso mediceo di Palazzo Pitti e del giardino di Boboli a Firenze, affittati a dipendenti della Soprintendenza a basso costo. Una battaglia ingaggiata da Schmidt, allora direttore delle Gallerie degli Uffizi. "Sono state mandate via molte persone - ha ricordato Grifoni che viveva in una di quelle abitazioni -. Non puoi modificare di punto in bianco un regolare contratto, so di persone cadute in depressione. E poi quegli appartamenti da sette anni sono in totale abbandono". Sui rapporti di Grifoni col Comune di Firenze "ho sempre avuto Palazzo Vecchio come un contraltare. Ci sono state discussioni, polemiche ma abbiamo anche lavorato bene su certe cose. Ricordo ad esempio con grande stima Beppe Matulli, persona di grande equilibrio e disponibilità. Ho visto, da funzionario e nei rapporti che ho avuto col Comune, le difficoltà che ci possono essere a fare il sindaco e l'ho sempre detto". Per i prossimi mesi Grifoni è pronta a mettersi in gioco per un posto da consigliere comunale perché "è un momento molto difficile per il nostro Paese e la nostra città, era il momento di scendere in campo. Criticare da fuori è molto facile".
Nei mesi scorsi Grifoni figurava tra i firmatari di una lettera al sindaco Daro Nardella, di critica per la scelta di piantare aranci in via Cavour: "Continuo a non essere d'accordo - ha concluso -. A Funaro non ho avuto il tempo di dirlo, ma l'ho detto a Dario Nardella. Io sono romana e a Roma quelle piante, per il clima, ci stanno. A Firenze no".
"Paola Grifoni è una persona di altissimo livello che naturalmente ha le sue idee - ha sottolineato Funaro -. Siamo onorati che abbia deciso di darci una mano in questa campagna elettorale".
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