"Massimo rispetto per il presidente del Consiglio Meloni eletta dai suoi sostenitori e con il fondamentale aiuto di Enrico Letta. Non so fino a quando Meloni sarà presidente del Consiglio, Salvini ci ha abituato a grandi emozioni". Lo ha detto il leader Iv Matteo Renzi nel suo intervento conclusivo della Leopolda a Firenze.
"Ma il dato oggettivo - ha aggiunto - è che dopo 18 mesi questo paese è più arrabbiato perché chi lo governa educa alla rabbia, all'intolleranza, al vittimismo. Quando ci sono parlamentari che viaggiano con le pistole la presidente del Consiglio ha il dovere di dire qualcosa. Le istituzioni vengono prima di Meloni o dei cognati d'Italia".
"Per noi dal 2010 la Leopolda è un luogo in cui partono e arrivano sogni e progetti. Sono cambiati tanti governi, tante storie, dal 2010. Tanti di quelli che preconizzavano la nostra scomparsa non ci sono più, sono andati a casa loro. Noi siamo qui perché pensiamo che questa passione politica serve al mondo che viviamo", ha detto Matteo Renzi nel suo intervento conclusivo della Leopolda a Firenze: "Luoghi come la Leopolda educano a capire che la politica non è effimera, non è una passione momentanea. Chi torna ogni anno alla Leopolda è perché ama chiamarla casa, perché non è un influencer, perché crede che la passione politica ci deve portare a metterci in gioco. La Leopolda fa paura, il primo dossier di dossieropoli è stato contro la Leopolda. Negli anni tanti hanno hanno provato a fare anti Leopolde, compagni di strada ci hanno chiesto di non fare la Leopolda. Perché la Leopolda fa paura, perché non è una convention aziendale, è un luogo in cui ci si mette a nudo, metaforicamente”.
"Schlein è l'unica che mi ha mandato un messaggio di in bocca a lupo per la Leopolda, lei è sempre stata coerentemente da un'altra parte ed ho una simpatia naturale per lei - ha ricordato Matteo Renzi -, ma la classe dirigente del Pd condanna quella esperienza a perdere per dieci anni, esattamente come è successo alla sinistra inglese che vinceva con Toni Blair e poi ha sempre perso".
Per le europee: "Più Europa ha chiesto una lista unitaria, noi ci stiamo. Se c'è una richiesta da parte degli altri di fare un passo indietro da parte dei parlamentari in carica io ci sto, ma sia chiaro che noi da oggi siamo in partita per un risultato che serve non al nostro ego, ma all'Italia, all'Europa e al futuro dell'Europa. Se ci state noi ci siamo, altrimenti faremo da soli. Posso garantire che ci metto il mio impegno e coraggio. Se qualcuno non se la sente se ne vada". E ancora: “Siamo convinti che ce la faremo. I sondaggi inglesi ci danno al 5%, quelli italiani al 3-4%. Se prendiamo 4% io non sono contento, voglio il 5%”.
Infine, Matteo Renzi sottolinea che il prossimo presidente della commissione Europa dovrà essere cambiato: "Ursula von der Leyen a mio giudizio non deve essere rieletta. Chiederò di non votare Ursula von der Leyen, di votare una leader e non una follower delle ideologie”. Renzi ha poi citato Alcide De Gasperi che diceva a proposito dell'Europa nel dopoguerra che è “necessario distruggere più che costruire, per combattere 'pusillanimità e il rancore'. C'è una responsabilità anche in Italia nella scelta di von de Leyen. E' la candidata che ha voluto Forza Italia e Tajani".
"Ma il dato oggettivo - ha aggiunto - è che dopo 18 mesi questo paese è più arrabbiato perché chi lo governa educa alla rabbia, all'intolleranza, al vittimismo. Quando ci sono parlamentari che viaggiano con le pistole la presidente del Consiglio ha il dovere di dire qualcosa. Le istituzioni vengono prima di Meloni o dei cognati d'Italia".
"Per noi dal 2010 la Leopolda è un luogo in cui partono e arrivano sogni e progetti. Sono cambiati tanti governi, tante storie, dal 2010. Tanti di quelli che preconizzavano la nostra scomparsa non ci sono più, sono andati a casa loro. Noi siamo qui perché pensiamo che questa passione politica serve al mondo che viviamo", ha detto Matteo Renzi nel suo intervento conclusivo della Leopolda a Firenze: "Luoghi come la Leopolda educano a capire che la politica non è effimera, non è una passione momentanea. Chi torna ogni anno alla Leopolda è perché ama chiamarla casa, perché non è un influencer, perché crede che la passione politica ci deve portare a metterci in gioco. La Leopolda fa paura, il primo dossier di dossieropoli è stato contro la Leopolda. Negli anni tanti hanno hanno provato a fare anti Leopolde, compagni di strada ci hanno chiesto di non fare la Leopolda. Perché la Leopolda fa paura, perché non è una convention aziendale, è un luogo in cui ci si mette a nudo, metaforicamente”.
"Schlein è l'unica che mi ha mandato un messaggio di in bocca a lupo per la Leopolda, lei è sempre stata coerentemente da un'altra parte ed ho una simpatia naturale per lei - ha ricordato Matteo Renzi -, ma la classe dirigente del Pd condanna quella esperienza a perdere per dieci anni, esattamente come è successo alla sinistra inglese che vinceva con Toni Blair e poi ha sempre perso".
Per le europee: "Più Europa ha chiesto una lista unitaria, noi ci stiamo. Se c'è una richiesta da parte degli altri di fare un passo indietro da parte dei parlamentari in carica io ci sto, ma sia chiaro che noi da oggi siamo in partita per un risultato che serve non al nostro ego, ma all'Italia, all'Europa e al futuro dell'Europa. Se ci state noi ci siamo, altrimenti faremo da soli. Posso garantire che ci metto il mio impegno e coraggio. Se qualcuno non se la sente se ne vada". E ancora: “Siamo convinti che ce la faremo. I sondaggi inglesi ci danno al 5%, quelli italiani al 3-4%. Se prendiamo 4% io non sono contento, voglio il 5%”.
Infine, Matteo Renzi sottolinea che il prossimo presidente della commissione Europa dovrà essere cambiato: "Ursula von der Leyen a mio giudizio non deve essere rieletta. Chiederò di non votare Ursula von der Leyen, di votare una leader e non una follower delle ideologie”. Renzi ha poi citato Alcide De Gasperi che diceva a proposito dell'Europa nel dopoguerra che è “necessario distruggere più che costruire, per combattere 'pusillanimità e il rancore'. C'è una responsabilità anche in Italia nella scelta di von de Leyen. E' la candidata che ha voluto Forza Italia e Tajani".
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