“La medicina legale al servizio della giustizia: una proposta di metodologia condivisa”

Collaborazione tra Medicina legale, Autorità giudiziaria e Careggi nelle attività investigative, di alta formazione, ricerca e supporto assistenziale dei pazienti vittime di reati. Questo l'accordo tra l'Aou Careggi, la Procura di Firenze e l'Ateneo fiorentino firmato oggi in occasione del convegno al policlinico 'La medicina legale al servizio della giustizia: una proposta di metodologia condivisa'.
    
Ai lavori hanno preso parte il governatore Eugenio Giani, Daniela Matarrese, dg dell'Aou, la rettrice Alessandra Petrucci e Filippo Spiezia, Procuratore capo di
Firenze che ha espresso gratitudine a Careggi e all'Ateneo e ha dichiarato: "Ci impegniamo, ognuno nell'ambito delle proprie competenze, a intraprendere innovativi percorsi giudiziari di accertamento dei fatti, dal lato della Procura, supportati da nuove e impegnative procedure aziendali e medico legali nell'accertamento penale, con la consapevolezza che tali percorsi dovranno essere sempre sostenuti da aggiornati, collaudati e verificati protocolli scientifici".

Il convegno ha poi affrontato i temi centrali dell'accordo di collaborazione per le attività medico legali, convenzione che, si spiega, "è fra i primi esempi di coordinamento fra istituzioni giudiziarie, assistenziali e didattiche e rappresenta il consolidamento di una collaborazione" fra Procura e Medicina legale di Careggi che nel 2019 ha attivato una delle prime unità operative di patologia forense.

A supporto delle attività inquirenti l'accordo prevede l'utilizzo a fini giudiziari di tecnologie, strutture e personale della Medicina legale di Careggi. In ambito formativo prevista didattica multidisciplinare per magistrati in formazione, personale sanitario di Careggi e specializzandi in Medicina legale della scuola di specializzazione di Unifi.

Per l'assistenza ai pazienti vittime di reati l'accordo si concentra sulla preservazione dei mezzi di prova che è possibile acquisire contestualmente alle cure mediche. È previsto che i medici legali possano affiancare il personale sanitario competente per assicurare ai pazienti interessati l'esecuzione di accertamenti e prelievi a fini forensi e per fornire le necessarie informazioni a tutela dei loro diritti, come nei casi di maltrattamento, crimini d'odio, violenza sessuale, lesioni personali.
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