"Sono stato interpellato, mi è stato chiesto se voglio correre e io ho dato la mia disponibilità se posso essere utile. Dal punto di vista politico non ho mai avuto ambizioni particolari, ma se la mia presenza dovesse servire a qualcosa la metto volentieri a disposizione". Così Antonio Natali, storico dell'arte e già direttore della Galleria degli Uffizi, ha risposto sulla sua disponibilità a candidarsi alle prossime elezioni europee per Alleanza Verdi e Sinistra a margine dell'evento di lancio della campagna elettorale per le europee di Avs a Firenze dal titolo 'Il coraggio di osare'.
"La mia disponibilità c'è - ha aggiunto Natali - poi le liste saranno presentate più avanti. Trovo la mia etica rispecchiata in questo partito e mettermi al servizio è un gesto che umanamente trovo di grande peso".
Intervenendo dal palco dell'iniziativa, Natali ha spiegato di aver voluto "che le Gallerie degli Uffizi fossero un luogo di educazione, attenta alle nuove tecnologie che andavano sfruttate, ma sempre in funzione dell'educazione non per andare il giorno dopo sui giornali. Per me i musei devono essere gratis e l'ho sempre detto, questo non è populismo è desiderio di una formazione diversa per i giovani. Il problema anche per i musei non è di natura estetica, ma di natura etica. Io penso al museo come luogo di educazione e Schmidt l'ha fatto diventare un luogo di denaro chiamando le influencer e aumentando il prezzo del biglietto. L'ideologia che sottostà alle decisioni di Schmidt non è la stessa mia, la mia mira all'uguaglianza, alla solidarietà, al valore del popolo".
Intervenendo dal palco dell'iniziativa, Natali ha spiegato di aver voluto "che le Gallerie degli Uffizi fossero un luogo di educazione, attenta alle nuove tecnologie che andavano sfruttate, ma sempre in funzione dell'educazione non per andare il giorno dopo sui giornali. Per me i musei devono essere gratis e l'ho sempre detto, questo non è populismo è desiderio di una formazione diversa per i giovani. Il problema anche per i musei non è di natura estetica, ma di natura etica. Io penso al museo come luogo di educazione e Schmidt l'ha fatto diventare un luogo di denaro chiamando le influencer e aumentando il prezzo del biglietto. L'ideologia che sottostà alle decisioni di Schmidt non è la stessa mia, la mia mira all'uguaglianza, alla solidarietà, al valore del popolo".
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