Il Pd: 'C'è un'indagine in corso. Occorre serietà e rispetto'. Replica il centrodestra: 'Non deve essere un alibi'

Continuano a Firenze le polemiche politiche tra maggioranza e opposizioni a seguito dello sviluppo delle indagini sull'edificio sorto al posto del Teatro Comunale, con gli avvisi di garanzia a oltre 10 persone.
Il Pd a Palazzo Vecchio, tramite il capogruppo Luca Milani e i vice capogruppo Alessandra Innocenti e Cristiano Balli, ripete che "sulle vicende dell'ex Comunale ci sono indagini in corso. Occorre serietà e rispetto verso le autorità competenti. Per questo era irricevibile la richiesta di comunicazione della sindaca ieri in consiglio comunale. Non intendiamo cascare nel trabocchetto della strumentalizzazione politica del centrodestra. Nessuno si volta dall'altra parte, nessuno nasconde nulla, il punto è solo uno, rispettare le procedure e la separazione dei ruoli".

    
In una nota i consiglieri di centrodestra di Fdi, lista Schmidt, Forza Italia, Lega e Noi Moderati sostengono che il comunicato del Pd sia "l'ennesimo tentativo di trasformare un problema politico-amministrativo in un comodo paravento: basta ripetere 'ci sono indagini in corso' per evitare di dare spiegazioni. Il rispetto per la magistratura è totale, ma non accettiamo che venga usato come alibi per sottrarsi alla trasparenza dovuta al Consiglio comunale e ai cittadini".

    
Per i consiglieri di centrodestra il cubo nero "non è solo una vicenda giudiziaria. È, prima di tutto, una questione di responsabilità politica e amministrativa. Le indagini faranno il loro corso, ma la politica non può fingere di non vedere ciò che è evidente: se oggi Firenze si ritrova con un caso che ha fatto il giro del Paese e del mondo, è perché per anni le scelte, gli indirizzi e i passaggi decisionali sono stati gestiti dalla sinistra che governa questa città. E oggi la stessa sinistra vorrebbe ridurre tutto a un 'non possiamo parlare' per evitare di rispondere delle proprie decisioni. Noi non ci faremo intimidire né zittire. Continueremo a chiedere atti, chiarimenti e passaggi trasparenti, in Consiglio e fuori, perché Firenze non può essere amministrata a colpi di comunicati moralistici".
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