Una lunga intervista a La Nazione per rilanciare la candidatura di Stefania Saccardi a Palazzo Vecchio e per togliersi qualche sassolino nei confronti dei vecchi “amici” del Pd. Matteo Renzi è un fiume in piena.
“Stavolta a Firenze la partita con il centrodestra è aperta. Frutto della geniale intuizione del Pd: potevano vincere al primo turno, rischiano di perderla al secondo. Ma come si dice dalle nostre parti: ’il male voluto non è mai troppo’. La partita è a tre: Funaro, Schmidt, Saccardi. Due andranno al ballottaggio. Uno a Palazzo Vecchio". Matteo Renzi non fa sconti e si toglie (quasi) tutti i sassi dalle scarpe a un mese esatto dal voto.
Cosa è cambiato, prima non c’era partita?
"Più che cosa è cambiato, direi chi è cambiato. È cambiato Dario Nardella. Vedere ciò che ha fatto, dalla gestione delle multe ai soldi messi sullo stadio anziché sulle case popolari, dalla sottovalutazione della sicurezza all’incapacità di coordinare i lavori con il traffico, dimostra che c’è stato un Nardella uno, che ha servito la città e un Nardella due, che si sta servendo della città per andare in Europa. Aver imposto la candidata senza primarie tradisce la storia del Pd. E non oso immaginare che cosa succederà al Pd nazionale se perde Firenze".
Eppure il Pd a Firenze ha sempre pescato nello stesso bacino di voti: 110mila dall’epoca di Domenici.
"Più o meno. Tranne che dieci anni fa alle Europee quando facemmo il botto. Solo che molti elettori del Pd stavolta voteranno Stefania Saccardi. Non ho niente contro Sara Funaro, che candidammo noi per primi nel 2009 con la lista Renzi: fu bocciata dai cittadini, ma continuammo a valorizzarla perché è una bravissima ragazza. Ma qui si parla di fare il sindaco: la Saccardi è un’amministratrice competente, appassionata, fa la Vice Presidente della Regione, è stata assessora al sociale".
Che ne pensa di Schmidt?
"L’abbiamo portato noi agli Uffizi, con il nostro Governo: in Galleria ha fatto bene anche se avrei preferito che facesse finalmente togliere le gru come gli avevo chiesto il primo giorno in cui l’abbiamo nominato, quasi dieci anni fa. Tutte le volte che si fa vedere con Donzelli riduce le possibilità di diventare sindaco: ha una chance solo se fa il civico. Ma il suo problema è che per buttarsi nella mischia ha contrattato con Fratelli d’Italia un paracadute: la direzione del museo di Capodimonte. Prima di correre si è fatto proteggere la poltrona, insomma: è appena diventato italiano, ma i vizi della politica nostrana li conosce bene. Comunque ho un ottimo rapporto anche con lui. Mi sta pure simpatico".
Sarà ballottaggio. IV che farà? Venderà cara la pelle? E a chi?
"Al ballottaggio io voto Saccardi".
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