“Via dal Centro su disforia genere, loro approccio non medico”, dichiara Stella

Sul Centro per la Disforia di genere a Careggi "c'è stato un approccio ideologico, non medico, né scientifico, né clinico, ma ideologico", "perciò ritengo che queste persone si devono dimettere, perché hanno dimostrato di non essere in grado, con il loro approccio ideologico, di guidare questo Centro". Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella, intervenendo in Commissione sanità.

"Questo approccio ideologico l'ho riscontrato sia nella dottoressa Fisher che nella dottoressa Ristori - afferma Stella in un comunicato stampa -. Mi dispiace dirlo, ma è quello che emerge dalle loro dichiarazioni al Corriere della Sera del dicembre 2023, quando affermano che la presa in carico del paziente con percepita disforia di genere non prevede la psicoterapia, e che non c'è necessità del neuropsichiatra perché le persone, anche i bambini, sono gli unici a sapere qual è il loro genere".

"Questi bambini - prosegue l'esponente di
FI - vanno accompagnati da specialisti nel loro percorso, non gli si può dire 'decidi tu'. Nel momento in cui la dottoressa ci dice che nel Centro per la Disforia di genere di Careggi verrà inserita la figura del neuropsichiatra infantile, ci viene detto che i ragazzi che vogliono intraprendere la transizione di genere non sono seguiti da un neuropsichiatra infantile - ha sottolineato Stella -. Quindi questa figura non c'è, come noi sospettavamo, ma ora ci viene detto in modo chiaro e inconfutabile".

Per Stella "emergono dunque un non corretto recepimento della determina Aifa del 2019 con particolare riguardo sull'obbligo di esigere il supporto psichiatrico per il trattamento con la triptorelina; la mancata trasmissione dei dati Aifa secondo la legge 648 del 1996, che ha determinato l'impossibilità di disporre di dati di monitoraggio clinici".
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