Si intitola "Stragi nazifasciste: vogliamo giustizia" l'incontro in programma domani sera a Firenze, alle 20:45 al teatro dell'Affratellamento, per "contrastare l'azione dilatoria e oppositiva dell'Avvocatura dello Stato che ha bloccato i risarcimenti a favore delle vittime degli eccidi, sanciti dal tribunale di Firenze".
L'incontro, spiega una nota, è promosso e organizzato dai firmatari della Carta antifascista, sottoscritta tre anni fa dai Comuni dell'area fiorentina di Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti, Impruneta e San Casciano Val di Pesa), con i sindacali Cgil, Cisl e Uil del Chianti e alcune sezioni locali dell'Anpi.
"Una nuova occasione, condivisa e sostenuta dal neonato coordinamento della rete istituzionale, teatro di stragi compiute dal Terzo Reich nell'estate del 1944 - spiega una nota -, finalizzata ad evidenziare l'atteggiamento ostile e contrastare il muro che l'Avvocatura dello Stato ha alzato opponendosi alle sentenze, tra le prime italiane, emesse dalla giudice Susanna Zanda rispetto alle vicende storiche della strage di Pratale e del massacro di Egidio Gimignani di San Donato in Poggio, consumate per mano nazifascista nell'estate del '44 nel territorio comunale di Barberino Tavarnelle".
All'incontro interverranno, tra gli altri, il senatore Pd Dario Parrini, il sindaco di Barberino Tavarnelle David Baroncelli, il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, e l'ex magistrato Beniamino Deidda. "La Toscana è una delle terre colpite dalle stragi nazifasciste nel periodo compreso tra l'aprile e l'agosto del 1944, 200 le stragi accertate che hanno causato complessivamente circa 4mila vittime - commenta il sindaco David Baroncelli - l'obiettivo di questo incontro e della rete istituzionale è quello di gridare giustizia, di tenere in vita il ricordo dei nostri martiri e di tutti coloro che si sono battuti per la nostra libertà, e affiancare e supportare i familiari delle vittime in questa assurda battaglia, inaccettabile e ingiustificata, dichiarata dallo Stato a se stesso, dichiarata dallo Stato alle cittadine e ai cittadini che hanno atteso 80 anni per vedersi negare il diritto ad un riconoscimento doveroso, morale più che economico, fatto grave contro il quale continueremo a muoverci in maniera congiunta e condivisa".
L'incontro, spiega una nota, è promosso e organizzato dai firmatari della Carta antifascista, sottoscritta tre anni fa dai Comuni dell'area fiorentina di Bagno a Ripoli, Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti, Impruneta e San Casciano Val di Pesa), con i sindacali Cgil, Cisl e Uil del Chianti e alcune sezioni locali dell'Anpi.
"Una nuova occasione, condivisa e sostenuta dal neonato coordinamento della rete istituzionale, teatro di stragi compiute dal Terzo Reich nell'estate del 1944 - spiega una nota -, finalizzata ad evidenziare l'atteggiamento ostile e contrastare il muro che l'Avvocatura dello Stato ha alzato opponendosi alle sentenze, tra le prime italiane, emesse dalla giudice Susanna Zanda rispetto alle vicende storiche della strage di Pratale e del massacro di Egidio Gimignani di San Donato in Poggio, consumate per mano nazifascista nell'estate del '44 nel territorio comunale di Barberino Tavarnelle".
All'incontro interverranno, tra gli altri, il senatore Pd Dario Parrini, il sindaco di Barberino Tavarnelle David Baroncelli, il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, e l'ex magistrato Beniamino Deidda. "La Toscana è una delle terre colpite dalle stragi nazifasciste nel periodo compreso tra l'aprile e l'agosto del 1944, 200 le stragi accertate che hanno causato complessivamente circa 4mila vittime - commenta il sindaco David Baroncelli - l'obiettivo di questo incontro e della rete istituzionale è quello di gridare giustizia, di tenere in vita il ricordo dei nostri martiri e di tutti coloro che si sono battuti per la nostra libertà, e affiancare e supportare i familiari delle vittime in questa assurda battaglia, inaccettabile e ingiustificata, dichiarata dallo Stato a se stesso, dichiarata dallo Stato alle cittadine e ai cittadini che hanno atteso 80 anni per vedersi negare il diritto ad un riconoscimento doveroso, morale più che economico, fatto grave contro il quale continueremo a muoverci in maniera congiunta e condivisa".
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