Studierà in sede Firenze. “Grazie per sostegno durante carcere”

"Mi preoccupa che ci sia ignoranza su quello che sta accadendo in Palestina, si tende a ignorare il fatto che in Palestina c'è un vero e proprio genocidio, sembra che nessuno ci pensi". Lo ha detto Patrick Zaki, in occasione di un incontro a Firenze sul suo libro 'Sogni e illusioni di libertà. La mia storia' in occasione dell'iniziativa 'Invasioni' al Gabinetto Viesseux in Palazzo Strozzi.
    
"Come ricercatore ho iniziato a pormi delle domande e mi sono chiesto quali sono le differenze nel modo in cui gli europei guardano alla situazione dell'Ucraina e a quella della Palestina - ha continuato Zaki - e ci sono tante differenze. Come ricercatore non sono riuscito a trovare delle motivazioni se non soltanto degli stereotipi come se i palestinesi non fossero esseri umani al pari degli altri, forse perché sono musulmani, perché sono di colore", "è una domanda molto difficile alla quale rispondere". 

"Per me passare da una grande città come Bologna a un'altra grande città come Firenze è davvero fantastico. Firenze è una delle città più conosciute del mondo. Sono davvero molto entusiasta del mio programma di dottorato che si svolgerà qui. Sarò qui per quattro anni e quindi sono davvero molto entusiasta". Lo ha detto Patrick Zaki, in occasione di un incontro a Firenze sul suo libro 'Sogni e illusioni di libertà. La mia storia' in occasione dell'iniziativa 'Invasioni' al Gabinetto Viesseux. Zaki seguirà un corso di dottorato della Normale di Pisa nella sede di Firenze, a Palazzo Strozzi.

    
"Bologna - ha aggiunto Zaki - mi ha molto sostenuto ma so che anche a Firenze c'è stato molto sostegno durante la mia carcerazione" in Egitto "quindi vi voglio ringraziare per il sostegno che mi avete dato e che date a tutti gli altri nella mia situazione".

"Vediamo gli Stati Uniti come faro della democrazia, però stiamo vedendo cosa sta accadendo con le proteste, con la polizia che attacca gli studenti, li arresta e vedere queste scene è stato molto sorprendente, non me lo sarei aspettato dagli Stati Uniti. Ma scene simili stanno avvenendo anche in Europa, questi studenti vengono attaccati dalla polizia perché si stanno esprimendo". Lo ha detto Patrick Zaki. 
    
Zaki ha poi ricordato quando durante la sua laurea di primo livello in Egitto "noi studenti protestavamo sempre e la polizia ci attaccava. In Europa si condannava il regime egiziano per il modo in cui trattava gli studenti. Mi sarei aspettato che quindi gli studenti europei fossero liberi di protestare, invece stiamo vedendo che non è così. La polizia europea si sta comportando come quella egiziana, qui ci vediamo come gli dei della democrazia ma vediamo che le istituzioni si comportano come il regime egiziano, quindi la situazione è molto negativa".
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