La rincorsa ad un seggio europeo è roba da dilettanti in confronto a quello che sta accadendo per le amministrative fiorentine del prossimo 9 giugno.
A oltre 140 giorni da quando andremo a votare sono già allineate ai blocchi di partenza e pronte a scattare, anzi già partite tre centometriste che un tempo giocavano nella stessa squadra e ora faticano a salutarsi: Sara Funaro, Stefania Saccardi e Cecilia Del Re.
Tre ottime professioniste imprestate non si sa per quanto alla politica, che rinnovano l’inestinguibile, centenaria tendenza alla frammentazione tipica della sinistra.
Le senti parlare e fatichi a coglierne le differenze, almeno per quello che riguarda i temi più importanti di Firenze. Tra questi c’è anche lo stadio, ma, appunto, quello è uno dei problemi cittadini, non l’unico e neanche il più importante.
E allora, perché non uniscono le forze? E soprattutto: come si può far passare il concetto che sia stata una buona idea quella di rinunciare a primarie aperte a tutte e tre?
Poi c’è tutta la galassia esterna al PD e all’ex PD: Montanari, Sinistra Italiana, i 5 Stelle. Qui la corsa ancora non è partita e non è detto che sia un male.
Nel frattempo la destra è lì che aspetta e si gode lo spettacolo, sfogliando la margherita (con la m minuscola): Schmidt o non Schmidt? E comunque un’occasione del genere in quasi ottanta anni di predominio rosso o biancorosso non c’era mai stata.
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