Ai microfoni di Radio Bruno, il leader di Italia Viva elogia il tecnico viola, plaude al colpo De Gea e rivendica l’orgoglio di essere stato sindaco di Firenze

Ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno, Matteo Renzi ha discusso apertamente del futuro della Toscana e della Fiorentina, affrontando temi politici e calcistici con passione e pragmatismo.

Renzi ha ribadito la sua posizione sullo stadio della Fiorentina, sottolineando come secondo lui sarebbe stato un errore farlo con i soldi pubblici: "Lo stadio, ma lo dico da quando ero sindaco, va fatto con i soldi dei privati. Commisso voleva mettere i soldi, gliel'hanno impedito. È stato un errore che non aiuta neanche a festeggiare bene il centenario della squadra."

Il leader di Italia Viva ha inoltre spiegato l’importanza di uno stadio di proprietà per una società sportiva: "Una squadra di calcio ha bisogno dello stadio di proprietà perché aumenta il valore della società, soprattutto quando si deve capitalizzare."

E sull’arrivo di Pioli alla guida della Fiorentina ha commentato: "È una scelta molto bella, Pioli è stato un pilastro in un momento difficile, e il suo ritorno mi ha fatto molto pensare."  Renzi si è mostrato anche ottimista per la stagione: "Io non sono ottimista, ma a luglio lo sono sempre. Speriamo che la presenza di Pioli sia un bel segnale."

Riguardo ai giocatori nuovi, ha elogiato la società per aver portato un portiere come De Gea, definendolo "il miglior portiere italiano" visto in quella stagione, e si è detto positivo anche su altri acquisti: "De Gea ha fatto delle parate straordinarie e ha tenuto la squadra in piedi in situazioni incredibili. Poi c’è Ken, che ha fatto la scelta giusta a rimanere qui invece di andare in Arabia."

Infine, l'ex premier ha ricordato con emozione il suo passato da sindaco di Firenze, definendolo uno dei ruoli più belli della sua carriera: "La cosa più bella che ho fatto, anche più di presidente del Consiglio, è stato essere sindaco di Firenze. Camminare nei palazzi storici di Firenze, sentire la storia bussare, non ha paragoni."

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