Preoccupazione in Consiglio comunale a Firenze per la presenza di Pfas, le sostanze chimiche note come “inquinanti eterni”, nelle acque superficiali della Toscana. A sollevare il tema sono stati la capogruppo Cecilia Del Re e Leonardo Calistri di Firenze Democratica, che hanno chiesto chiarimenti alla Giunta sulla situazione dei fiumi e dei corsi d’acqua cittadini.
“Dai dati diffusi dall’Arpat – ha ricordato Del Re – emerge che quasi la metà dei corsi d’acqua regionali presenta concentrazioni preoccupanti di sostanze pericolose, tra cui i Pfas. Rispetto al triennio precedente, la situazione risulta peggiorata e a Firenze, ad oggi, i dati specifici non sono stati ancora resi noti. Abbiamo quindi chiesto alla Giunta quali informazioni abbia in merito alla qualità delle acque fiorentine e se intenda avviare una mappatura delle potenziali fonti di contaminazione, dalle industrie agli scarichi civili e agricoli, fino a discariche e depuratori”.
La capogruppo ha posto inoltre l’accento sull’urgenza di valutare sistemi di filtraggio avanzati per gli acquedotti a rischio e sulla necessità di una comunicazione chiara ai cittadini: “L’accumulo di Pfas nel corpo umano può incidere su fegato e tiroide, fertilità, obesità e rappresentare un possibile fattore di rischio oncologico. Per questo i cittadini devono essere informati e tutelati con controlli regolari”, ha osservato.
La Giunta ha risposto richiamando il ruolo del gestore del servizio idrico, Publiacqua, che nel 2024 ha effettuato 81 controlli su fonti di approvvigionamento e acqua destinata al consumo. Dai rilievi è emersa l’assenza di Pfas nella maggior parte dei casi e soltanto in un campione, proveniente dagli acquedotti di Mantignano e Anconella, è stata registrata la presenza di tali sostanze. Nessuna informazione, però, è stata fornita sugli esiti dei controlli relativi alle fonti di approvvigionamento.
“Dal 12 gennaio 2026 – ha concluso Del Re – i controlli sui Pfas diventeranno obbligatori per legge. Ci auguriamo che da quella data la comunicazione diventi più trasparente e chiara. La prevenzione e la tutela della salute di una comunità parte da una corretta comunicazione e da controlli svolti regolarmente”.
“Dai dati diffusi dall’Arpat – ha ricordato Del Re – emerge che quasi la metà dei corsi d’acqua regionali presenta concentrazioni preoccupanti di sostanze pericolose, tra cui i Pfas. Rispetto al triennio precedente, la situazione risulta peggiorata e a Firenze, ad oggi, i dati specifici non sono stati ancora resi noti. Abbiamo quindi chiesto alla Giunta quali informazioni abbia in merito alla qualità delle acque fiorentine e se intenda avviare una mappatura delle potenziali fonti di contaminazione, dalle industrie agli scarichi civili e agricoli, fino a discariche e depuratori”.
La capogruppo ha posto inoltre l’accento sull’urgenza di valutare sistemi di filtraggio avanzati per gli acquedotti a rischio e sulla necessità di una comunicazione chiara ai cittadini: “L’accumulo di Pfas nel corpo umano può incidere su fegato e tiroide, fertilità, obesità e rappresentare un possibile fattore di rischio oncologico. Per questo i cittadini devono essere informati e tutelati con controlli regolari”, ha osservato.
La Giunta ha risposto richiamando il ruolo del gestore del servizio idrico, Publiacqua, che nel 2024 ha effettuato 81 controlli su fonti di approvvigionamento e acqua destinata al consumo. Dai rilievi è emersa l’assenza di Pfas nella maggior parte dei casi e soltanto in un campione, proveniente dagli acquedotti di Mantignano e Anconella, è stata registrata la presenza di tali sostanze. Nessuna informazione, però, è stata fornita sugli esiti dei controlli relativi alle fonti di approvvigionamento.
“Dal 12 gennaio 2026 – ha concluso Del Re – i controlli sui Pfas diventeranno obbligatori per legge. Ci auguriamo che da quella data la comunicazione diventi più trasparente e chiara. La prevenzione e la tutela della salute di una comunità parte da una corretta comunicazione e da controlli svolti regolarmente”.
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