Sul deposito di Calenzano "devo dire che Eni dopo una sua prima riflessione ha fatto la scelta giusta", e "aspettiamo però che Eni ci presenti una vera e propria proposta dettagliata, allora renderemo pubblica quella che sarà la destinazione. Sicuramente non un'attività pericolosa". Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a proposito dell'annuncio della cessazione dell'attività di distribuzione di carburanti nel deposito teatro del grave incidente di dicembre 2024.
"Questa scelta è stata ora resa pubblica", ha detto Giani, a margine del festival 'Luce!' a Firenze, precisando che "noi volevamo renderla pubblica quando avremmo presentato contemporaneamente il piano urbanistico dell'area che va incontro a queste esigenze, e quindi alla realizzazione di attività pubbliche, di energie rinnovabili".
Il governatore ha spiegato che "abbiamo avuto in modo riservato io, il sindaco di Calenzano e autorevolissimi dirigenti dell'Eni, vari incontri nei quali fin dall'inizio noi avevamo fatto presente, io e il sindaco Carovani, che non era più opportuno tenere un deposito per la somministrazione del carburante in un'area che, quando fu realizzata per quello scopo, erano gli anni '60, era un'area sostanzialmente rurale, ma che oggi è diventata un'area industriale, densamente abitata".
"Questa scelta è stata ora resa pubblica", ha detto Giani, a margine del festival 'Luce!' a Firenze, precisando che "noi volevamo renderla pubblica quando avremmo presentato contemporaneamente il piano urbanistico dell'area che va incontro a queste esigenze, e quindi alla realizzazione di attività pubbliche, di energie rinnovabili".
Il governatore ha spiegato che "abbiamo avuto in modo riservato io, il sindaco di Calenzano e autorevolissimi dirigenti dell'Eni, vari incontri nei quali fin dall'inizio noi avevamo fatto presente, io e il sindaco Carovani, che non era più opportuno tenere un deposito per la somministrazione del carburante in un'area che, quando fu realizzata per quello scopo, erano gli anni '60, era un'area sostanzialmente rurale, ma che oggi è diventata un'area industriale, densamente abitata".
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