Le due esponenti denunciano poca trasparenza, e una perdurante incertezza sui tempi dei lavori

Cresce la polemica da parte di Cecilia Del Re, capogruppo di Firenze Democratica in Consiglio comunale e di Serena Berti, capogruppo di Firenze Democratica al quartiere 2, sul ritardo e la gestione dei lavori di ristrutturazione dello stadio Franchi e sull’assenza di aggiornamenti riguardo al progetto di rigenerazione urbana dell’area circostante.

Secondo le due esponenti, l’amministrazione comunale proprietaria dell’impianto sportivo sarebbe stata sorpresa soltanto ora da una serie di problemi che impediranno il rispetto del cronoprogramma iniziale, comunicando solo adesso alla città i ritardi. “Appare molto singolare che solo ora l’amministrazione, proprietaria dell’impianto sportivo e committente dei lavori, venga a conoscenza di tutta una serie di problemi che non consentiranno di rispettare l’iniziale cronoprogramma e decida quindi di comunicarlo alla città”, hanno dichiarato Del Re e Berti, ricordando che per oltre un anno e mezzo, “ogni lunedì in consiglio comunale sono stati chiesti aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori da parte di varie forze di minoranza. La risposta era sempre la stessa, ovvero che i tempi sarebbero stati rispettati, salvo poi comunicare, una volta passate le elezioni regionali, che la copertura della Fiesole slitterà al 2027, con buona pace delle rassicurazioni per il centenario della società gigliata che erano state più volte date”.

Le capogruppo hanno poi sottolineato come a lasciare “l’amaro in bocca non sia solo questo ‘tempismo’ che conferma un problema di trasparenza e comunicazione tra giunta e città, ma anche il fatto che del progetto di rigenerazione urbana esterno allo stadio non si è saputo più nulla, di cosa avverrà e con quali risorse e tempi verrà realizzato”.

Secondo Del Re e Berti, le due trasformazioni, quella dell’impianto e quella urbana, “dovevano andare di pari passo nell’ottica di un nuovo volto da dare a questa parte di città”.

Il problema si aggrava ulteriormente considerando i fondi pubblici che sono stati spesi: “Ciò che è certo è che sono stati investiti 10 milioni di risorse pubbliche per il restyling dell’impianto da rugby Padovani, quando ne sarebbero bastati molti meno (e sarà un problema garantire anche la manutenzione di quell’impianto a lavori finiti) perché senza concertarlo con Fiorentina era stato prescelto quell’impianto come luogo alternativo dove far giocare la squadra durante i lavori. Una cantierizzazione ‘alla cieca’ che sta proseguendo senza una bussola certa su risorse e tempi”.

Con il protrarsi dei tempi, aumentano anche i rischi legati ai finanziamenti europei e ai costi: “Lo scenario, insomma, si fa sempre più cupo, quando “verde” doveva essere invece un progetto che puntava su consumo di suolo zero, energia pulita e recupero delle acque piovane. Per ora però la pioggia continueranno a prenderla solo i tifosi della curva e della maratona”, hanno concluso le due esponenti.
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