Come scrive stamani il Corriere Fiorentino, la situazione dell’ex Convitto della Calza è approdata anche in Consiglio comunale, con l’assessora all’Urbanistica Caterina Biti che ha risposto ad un’interrogazione presentata dal forzista Alberto Locchi.
Nei giorni scorsi proprio il Corriere Fiorentino aveva scritto che la struttura offrirebbe la possibilità di pernottare anche a clienti estranei al centro benessere, in questo modo realizzando, in sostanza, attività alberghiera. Attività che, però, sarebbe in contrasto con la destinazione d’uso dell’immobile, che è direzionale.
Una destinazione d’uso che il Comune non accettò di modificare già nel 2020, quando la struttura stava passando di mano e alla guida dell’assessorato all’Urbanistica c’era l’attuale consigliera di Firenze Democratica Cecilia Del Re.
L’assessora Biti ha promesso controlli incisivi per intercettare eventuali situazioni anomale: nell’ex Convitto della Calza, infatti, l’attività ricettiva è sì possibile, purché non sia l’attività prevalente e sia comunque collegata all’attività del centro benessere.
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